elezioni per il rinnovo della Rsa alla Sata di Melfi

RSA Sata Melfi
Melfi (PZ), 1 febbraio 2015 - Iniziano domani, 2 febbraio, e si concluderanno il 4 le operazioni di voto per il rinnovo della Rsa alla Sata di Melfi. Lo stabilimento lucano - dove si producono i modelli Jeep Renegade, 500X e Punto - è il primo tra i grandi impianti Fca e Cnhi a rinnovare la rappresentanza sindacale aziendale. In tutto sono 42 i siti produttivi interessati alla tornata elettorale per un totale di 63 mila dipendenti. 
Alla Sata di Melfi sono 5.905, tra operai e impiegati, gli aventi diritto al voto, 5 le liste in lizza (Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf) e oltre 200 i candidati ai 48 seggi della Rsa che saranno assegnati con il metodo proporzionale. 

Si tratta del primo rinnovo della rappresentanza sindacale con il nuovo assetto societario articolato nei due gruppi Fiat Chrysler Automobiles e Cnh Industrial.
Il rinnovo della Rsa alla Sata di Melfi ricade in un periodo di congiuntura particolarmente favorevole. L’ottima accoglienza riservata dal mercato alle nuove nate Renegade e 500X (circa 30 mila i pezzi prodotti finora), oltre a migliorare i conti del gruppo, ha permesso di riassorbire la manodopera in cassa integrazione e di assumere ulteriori mille giovani (più 500 trasfertisti) per far fronte alla rapida risalita produttiva.

Per Gerardo Evangelista, operaio della Sata e segretario della Fim lucana, “il rinnovo della Rsa è un appuntamento cruciale perché può aprire una fase nuova nelle relazioni con il più grande gruppo industriale del paese. Siamo stati nella partita quando si trattava di salvare le fabbriche e i posti di lavoro - continua Evangelista - e continueremo a stare nella partita per trovare un punto di equilibrio più avanzato tra produttività e qualità della vita dei lavoratori e discutere di partecipazione e democrazia economica. È una partita che possiamo giocare oggi perché abbiamo salvato il campo di gioco, cioè le fabbriche, ieri”.

Evangelista lancia un appello alla politica “affinché sia più vicina alle esigenze della grande fabbrica”. Per il sindacalista della Fim “le istituzioni locali hanno avuto un’attenzione intermittente nei confronti della Fiat. A noi non interessa fare politica - precisa - a noi interessano le fabbriche, i prodotti, i posti di lavoro, il salario, la sicurezza e l’organizzazione del lavoro. La politica la devono fare i politici, noi dobbiamo fare solo sindacato”.