"Una cartolina da Ginestra" tra storia e Cultura arbëreshë

Ginestra foto aerea
LA CARTOLINA
Dal paese, adagiato dolcemente alle falde del monte Vulture, si gode un ottimo panorama. Di antico impatto “
arbëreshë”, il paese suggerisce la visita alle viuzze del centro storico, ad alcune tradizioni di cultura arbereshe, all’affresco cinquecentesco della Madonna di Costantinopoli, protettrice di Ginestra ed al Mosaico bizantino del Cristo Pantocratore, nella Chiesa madre di San Nicola Vescovo.

Il GONFALONE

Drappo azzurro, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dello stemma con l’iscrizione centrata in oro “Comune di Ginestra”. Cravatta con nastri tricolori nazionali frangiati d’oro.

LO STEMMA
Braccio con mazza municipale in mano, mazza color oro, fondo azzurro, abito del braccio rosso con scritta nella parte superiore la parola “ZHURIAN”.

LA GEOGRAFIA
Il paese sorge nella zona del Vulture, su una collina a 564 metri sul livello del mare. Dista 3 km da Ripacandida ed 8 da Venosa e Rionero. Dista 45 km da Potenza e 90 km da Matera. Il territorio ha una superficie di 1321 kmq e confina con i Comuni di Ripacandida, Barile, Venosa, Rionero, Maschito.
Corsi d’acqua
Fiumara di Ripacandida, verso la strada per Barile, torrente “Lapilloso” verso la strada per Venosa.
Popolazione (2004)
771 abitanti di cui 391 maschi e 380 femmine. Famiglie residenti:307. Gli abitanti sono detti ginestrini.
Come arrivarci
Strade: SS 658, uscita Barile-Ginestra.
Autobus: da Venosa, Rionero e Potenza.
Ferrovia: stazione di Rionero-Atella-Ripacandida.
Aeroporto: Bari.

LA STORIA
Le sue origini risalgono ai Longobardi a cui seguirono i Normanni, rimase per un periodo di tempo abbandonato, fino a quando nel 1478 fu ripopolato da profughi albanesi, fuggiti da Scutari dopo l’invasione dei Turchi,, edificando le proprie abitazioni nel casale di Lombarda Massa ( nome originario di Ginestra). I profughi albanesi inizialmente conservarono i loro titoli nobiliari ed alcuni benefici, poi in seguito all’avvento dei viceré e dei baroni persero ogni beneficio. Francesco Jura, capo degli albanesi di Ginestra, dovette lavorare moltissimo per non incrinare l’amicizia con gli indigeni dei paesi vicini, in quanto vi erano di fronte due civiltà, l’albanese, tribale, ancorata a moduli di vita rigidamente patriarcale, pastorale, guerriera e quella indigena, rurale, ed urbana a livello artigianale, regolata prevalentemente da norme feudali. Dopo dure e laboriose fatiche fu ultimato un villaggio, prese un aspetto urbano ed il popolo albanese volle chiamarlo Ginestra, per l’abbondanza delle ginestre in quel periodo. Il folklore, gli usi e le tradizioni del popolo albanese, sono gli stessi delle comunità di Maschito e Barile, oggi a Ginestra quasi completamente perduti e patrimonio di pochi anziani. A rafforzare la non mai eclissata tradizione arbereshe, nel paese numerose sono le vie che portano i nomi di eroi, luoghi e culti religiosi della regione di provenienza: via Skanderbeg, via Francesco Jura, via Epiro, piazza Albania, via Borgo Scutari, via Costantinopoli.

I PERSONAGGI ILLUSTRI
Giuseppe Allamprese
Primo Sindaco di Ginestra, nomina avuta dal consiglio comunale n° 2 del 27 giugno 1966. Nato nel Novembre del 1928, compì gli studi classici nel collegio “Principe di Piemonte” di Potenza. Consegui’ la laurea in Giurisprudenza all’Università degli studi di Napoli. Fin dalla sua giovane età militò nelle file della D.C., nel 1954 fu eletto segretario del partito. Nel 1956 fu eletto sindaco-delegato di Ginestra, allora frazione di Ripacandida. Iniziarono così le sue belle battaglie per l’autonomia del Comune di Ginestra e, grazie all’interessamento del Senatore Venturini Picardi di Lagonegro e del Ministro Emilio Colombo, Giuseppe Allamprese raggiunse il suo obiettivo. Con delibera n° 1 del 13 gennaio 1967, il Comune di Ginestra diede la cittadinanza onoraria ai due parlamentari lucani. Nel 1976 Giuseppe Allamprese si trasferì a Formia (LT) per accettare la nomina a preside di un istituto Superiore di 2° grado e nel 1980 a Forlì, dedicando la sua vita alla scuola e alla famiglia, senza mai dimenticare la sua Ginestra. Venne a mancare nel gennaio 2001, lasciando un vuoto incolmabile nell’animo dei suoi cari e un ricordo impetuoso per i suoi amici e compagni di idee e di azioni, fu un leale intelligente, operoso e degno figlio di Ginestra.

Ascanio Raffaele Ciriello
Nativo di Venosa ( 2 agosto 1959) da genitori di Ginestra. Passò gran parte della sua infanzia ed adolescenza, nel periodo estivo, nella piazza che il Comune di Ginestra gli ha tributato nell’agosto 2002. Chirurgo Plastico di professione, fotoreporter per passione. Le sue prime esperienze fotografiche le ha realizzate proprio a Ginestra, immortalando processioni religiose, volti di bambini, sguardi di anziani. In più di 10 anni ha girato il mondo a testimoniare le brutture e le sofferenze umane della guerra, è stato in Somalia, Afghanistan, Bosnia, Ruanda, Iran, Cecenia, Pakistan, Libano, Sierra Leone, Eritrea e Palestina, dove il 13 marzo del 2002 a Ramallah, mentre svolgeva per conto del Corriere della Sera il suo mandato di inviato di guerra free-lance, venne ucciso da piombo israeliano, mentre tentava di fotografare con una piccola telecamera un carro armato israeliano. Era un idealista che voleva la pace, un sognatore che amava la gente e specialmente i poveri, i vecchietti, gli storpi, i bambini mutilati da mine, i diseredati. Pur essendo benestante, ha scelto questa vita per bisogno morale, per partecipare e condividere le ansie e le sofferenze di tanti popoli alla deriva ed oppressi. Così si sentiva vivo! Subito dopo la sua morte, un suo collega, Altarocca della Stampa ha detto: “aveva gli occhi azzurri, voleva vedere l’inferno e l’ha visto, infine”. Raffaele Ciriello è sepolto nel cimitero monumentale di Milano, città dove i suoi genitori risiedono.

L’Abito Antico si è perso nel tempo. La Pro-Loco “Zhurian” ha fatto uno studio di ricerca per poter realizzare il tipico costume “arbereshe” e tramandarlo alle nuove generazioni. E’ stato realizzato, per l’appunto, il costume femminile.

Antichi Mestieri: Tutti gli altri antichi mestieri si sono ormai estinti, come il calzolaio, il sellaio, lo stagnino, il falegname, il fabbro-ferraio.

CURIOSITA’ E LEGGENDE
Miracolo: poco più di 20 anni fa, una ragazza proveniente dal nord Italia, da Briga (No), dopo un intervento chirurgico subìto alle anche, e che doveva convivere con le stampelle, in sogno le appare la Madonna di Costantinopoli che la invitava a Ginestra.Giunse nel piccolo paese arbereshe, durante la festa in onore della Madonna di Costantinopoli, in processione, facendo tutto il percorso cittadino, senza stampelle, con l’aiuto dei familiari. Fece ritorno al suo paese senza usare più le stampelle, si è sposata, ha 2 figli e sta bene.
Mistero: il tesoro del brigante Carmine Crocco, che su molti libri di storia viene indicato con Ripacandida o Monte Vulture, in realtà era in via Skanderbeg a Ginestra, allora frazione di Ripacandida.
Leggenda tramandata. Si narra che in via Morea, nel centro storico del paese, in caso di pericolo la gente si aggrappava ad una catenella, per eliminarlo. La catenella è ancora esistente.
Episodio Significativo e reale: durante la seconda guerra mondiale, un cittadino di Ginestra, Santo Condinanzi, mentre abbeverava il suo asinello alla fontana, in largo croce ( dove attualmente è piazza Albania) venne colpito mortalmente dai tedeschi durante la ritirata. Non c’erano le bare e venne costruito con le tavole che fungevano da rete ai letti. Intanto l’asinello non si trovava più. L’hanno ritrovato alcuni giorni dopo la sepoltura del suo padrone vicino alle sue spoglie, nel cimitero.
L’ECONOMIA
L’economia del paese è prevalentemente agricola con coltivazioni di vigneti, uliveti e grano. Pochi anni fa è sorta un’azienda vinicola di Michele Laluce che si estende su circa 6 ettari, produce l’aglianico D.O.C. del Vulture. L’azienda si trova sulla strada provinciale n° 10 che conduce a Venosa. Da molti anni esiste un riloghificio, che fornisce corde in tutta Italia, a conduzione familiare, di Arcangelo Puzzolante, si trova sulla strada che da Ginestra conduce a Barile. Esiste anche un soccorso stradale della ditta Michele Pompa. Di notevole influenza è stata sicuramente la Fiat ed il suo indotto, dove circa 100 giovani di Ginestra vi lavorano stabilmente. Da ricordare che fino a qualche anno fa c’era la fabbrica di tende e cornici, l’Arquati di Parma, che dava lavoro a tanti giovani del paese, adesso non esiste più. E’ fallita, al suo posto campeggia una….cattedrale nel deserto!
L’Artigianato locale
Nel paese c’è un meccanico che funge anche da carrozziere, Michele Pompa.
Gli Itinerari
Tra gli angoli caratteristici del paese da ricordare, via Garibaldi con la sua pavimentazione particolare, nonché il palazzo Allamprese, del settecento. Caratteristico è l’arco forno, situato nel centro del paese.

PERCORSO STORICO-RELIGIOSO:

   
 
Chiesa Madre di San Nicola Vescovo.
E’ situato nel centro storico del paese e risale, probabilmente, al XVI secolo. All’interno vi era un coro ligneo del XVIII secolo e 2 lampadari lignei stuccati in oro. Gli esuli albanesi, erano di rito greco-ortodosso, questa liturgia dura fino al 1627, quando il Vescovo di Melfi, monsignor Diodato Scaglia, impone il rito latino, applicando l’Istruzione Clementina emanata dal Concilio di Trento e diretta a quei Vescovi aventi nelle loro diocesi gruppi di fedeli praticanti confessioni diverse da quella cattolica imponendo la dedica della parrocchia a San Nicola, Santo venerato sia nel rito latino che in quello ortodosso. Completamente ristrutturata negli anni novanta dalla Soprintendenza alle Belle Arti, pur conservando il suo assetto originario, viene modificato nel campanile. Durante gli scavi è venuta alla luce un battistero ad immersione con 12 archi nei quali sono figurati 12 personaggi, molto probabilmente i 12 apostoli. Il battistero per motivi costruttivi è stato richiuso con il solaio del pavimento, come pure una cripta sotto il pavimento dell’Abside. Nel 2007 è stato realizzato, ed inaugurato il 24 giugno, un enorme mosaico bizantino dall’artista arbereshe, Josif Dobroniku, rappresentante il Cristo Pantocratore tra la Madonna di Costantinopoli e San Nicola Vescovo.
Santuario Santa Maria di Costantinopoli.
Situato poco distante dal centro del paese, è stato costruito nel 1588, così come reca la scritta, ancora presente, sul portale in pietra all’ingresso. All’interno vi sono: un affresco murale della Madonna di Costantinopoli, di matrice cinquecentesca, ancora ben conservato e due tele di scuola napoletana del settecento raffiguranti la Madonna del latte con i Santi Borromeo e Nicola e la Pietà.La Chiesa rifatta nel 1938 ha perso gran parte dei caratteri originali.
PERCORSO CULTURALE
Presto sorgerà a Ginestra un laboratorio sulle proprietà farmacologiche delle piante della cucina tradizionale Arbereshe. Circa 50 specie vegetali spontanee, ancora raccolte e consumate a Ginestra, verranno sistemate in un orto etno-botanico per essere pienamente valorizzate come patrimonio culturale, linguistico e biologico di Ginestra.
Siti Archeologici
In totale abbandono, e ormai diventati ruderi, il ponte Rotto, di epoca romana ed il ponte Lupara, situati sulla strada per Barile, ed il mulino Plastino ad acqua, sul torrente lapilloso verso Venosa.
Percorso naturalistico
In prossimita’ del Santuario di Costantinopoli e dei campetti sportivi di contrada “la Madonna” esiste un’area pic-nic, con alberi di alto fusto e panchine di legno. Da non trascurare i 321 ettari di bosco comunale che offrono agli amanti della natura occasione unica di vivere a contatto con essa.
IL MUNICIPIO
I SINDACI
1965 Italo Lamorgese( commissario prefettizio)
1966-1971 Giuseppe Allamprese
1975-76 Franco Rolli (commissario prefettizio)
1976-1982 Michele Di Noia
1982-1987 Gaetano Petagine
1987-1992 Gaetano Petagine
1992-1997 Gaetano Petagine
1997-2001 Giuseppe Pepice
2001-2006 Giuseppe Pepice
2006-…… Fabrizio Caputo
LA SCHEDA
Strade principali
Via Vittorio Emanuele, via Skanderbeg, via Santa Maria di Costantinopoli, via Francesco Jura, via Giovanni XXIII, via Mazzini, piazza dell’Autonomia (1965), piazza Raffaele Ciriello, piazza Albania, piazza Risorgimento.
Comunità Montana
Vulture (sede a Rionero in Vulture)
Forze dell’ordine
Polizia Municipale, Carabinieri (Ripacandida), Corpo Forestale (Ripacandida).
Associazioni: Pro-Loco “Zhurian”; Croce Rossa Italiana, Croce Rossa italiana, Comitato per la Solidarietà, Oratorio San Domenico Savio.
Cognomi più diffusi
Allamprese, Chiarito, Ciriello, Carbone, Caputo, Giambersio, Lombardi, Musto, Perrotta, Pipolo, Tucciariello.
C.A.P.
85020
Prefisso teleselettivo
0972

LE FESTE RELIGIOSE.
Madonna di Costantinopoli ( protettrice di Ginestra)- il Martedi’ di Pentecoste
La sera dopo la Santa Messa, alle ore 19 la statua della Madonna di Costantinopoli viene portata per le strade del paese da tutti i fedeli ed accompagnata dalle note di una banda musicale. La stessa festa religiosa viene ripetuta il secondo Martedì del mese di Agosto, in occasione dell’arrivo nel paese dei numerosi emigranti.

LE TRADIZIONI.
Uccisione del maiale: il 26 Dicembre, giorno di Santo Stefano si usava ammazzare il maiale per conservare il mezzo di sopravvivenza necessario per tutto l’anno, dalla carne al sapone.
Anche oggi si ripete questa tradizione, anche se si fa più per peccato di gola, che per necessità di sopravvivenza. Difatti, allora si consumava e si usava tutto del maiale, finanche si ricavava dagli scarti il sapone che serviva per l’igiene personale e della casa.
Rito legato alla tradizione popolare: il Sabato Santo, alle prime luci dell’alba, nel paese si svolge la processione dell’Addolorata, dove per le vie del paese va in cerca di suo Figlio morto e lo ritrova strada facendo. Processione particolarmente commovente in quanto accompagnata, anche, dalle note di una banda musicale.

SAGRA DEI PIATTI TIPICI ARBERESH DELL’8 AGOSTO.

Ogni 8 Agosto, in piazza Albania, si rinnova una tradizione culinaria, con degustazione dei piatti tipici “arbereshe”. Questa sagra, organizzata dalla Pro-Loco “Zhurian”, riscuote consensi non solo dagli abituali residenti del posto, ma anche dai numerosi emigranti, in soggiorno in questo periodo nel paese per trascorrere le ferie, e dalle persone che giungono dai paesi limitrofi, come Venosa, Rionero, Melfi. Con questa sagra si è riusciti a far conoscere Ginestra, oltre i confini del proprio territorio. “Se ciò e’stato possibile un ringraziamento va alle numerose massaie che già da qualche giorno prima della sagra stanno dietro i fornelli a preparare gli ingredienti della tipica cucina locale, sostiene Fiorella Pompa, presidente della Pro-Loco”.
Ogni anno almeno 500 persone siedono ai tavoli concessi gratuitamente dall’organizzazione per degustare i piatti tipici del posto. E vanno a ruba i “cappidd”, i “fascnedd” i “fusidd”, i “papdign raganat” e le “patat raganat cu la sauzizza”, sono solo alcuni dei prelibati piatti, nel giro di pochissimo tempo.

I PROVERBI
Kush ka ha e kush neng ka barku i ha
Chi ha qualcosa mangia, chi no si gratta la pancia.

Kush mbjell mbledh
Chi semina bene raccoglie tanto.

Te Shen Murtini nga musht isht vera e mire.
A San Martino ogni mosto è buon vino.

U guvern d u cil ci manna grandin e thmbest, u guvern d la terra ci freca quir che rest.
Il Governo del cielo ci manda grandine e tempesta, quello della terra ci ruba quello che resta.
( un proverbio detto da un agricoltore del posto, Michele Di Pace).


LA CUCINA

Le tradizioni culinarie e la sapienza delle donne sono state fondamentali per mantenere nel tempo gli usi del gruppo etnico albanese.
Da alcuni anni a questa parte nel territorio di Ginestra si è svolto uno studio etnobotanico da parte di un gruppo di ricercatori dell’Università di Londra della School of Farmacy sotto la guida del dottor Andrea Pieroni. Oggetto dell’esame del gruppo di biologi sono state proprio le piante usata nella tradizione “arbereshe”, ed in particolare sulle erbe alimentari dette “liakra” e quelle medicinali, denominate “bare”. La ricerca ha sottolineato l’importanza di molte piante ed erbe officinali, ingredienti carichi di arcana suggestione della cucina e utili nella prevenzione delle malattie degenerative legate ai processi di invecchiamento. Cicorie, malva, peperoncino, “ ghiums”, “scrp”, “rscedd”, “bucc a liepr”, usate dai nonni nell’alimentazione, nella medicina, sia umana che veterinaria, nei lavori agricoli, nelle cerimonie rituali, riprendono il ruolo di protagonisti che avevano in passato. Inoltre, la ricerca del Gruppo dell’ateneo londinese ha sottolineato l’importanza dei “nutraceuticals”, sostanze contenute nei cibi tradizionali del mediterraneo, che sembrerebbero poter rappresentare fonti di importanti molecole anti-ossidanti, tali da poter svolgere un ruolo centrale nella prevenzione del cancro, delle malattie cardio-circolatorie e, più in generale, dei disturbi legati all’invecchiamento.

La cucina di Ginestra è fatta con cibi e forme umili, con rude semplicità e frugalità monastica medioevale. Ciò è testimoniato dagli ingredienti poveri, frutto della terra e della pastorizia, con rare eccezioni in piatti o dolci in occasione delle feste importanti, in cui entra a far parte, come cibo ricco, la carne di agnello o di maiale.
ALCUNI PIATTI TIPICI:
Pasta Cu La Muddic ( è un piatto tipico della tradizione arbereshe, povero). Ingredienti: pane raffermo sbriciolato, prezzemolo, sale,pepe,aglio, olio, lauro. Per la pasta:acqua, farina, sale. Ragù di carne. Procedimento: si dispone in una teglia olio-prezzemolo, aglio e pepe triturati, si aggiunge la mollica di pane sminuzzata finemente e si lascia rosolare per bene. Intanto si prepara la sfoglia per pasta e si taglia a forma di fettuccine. Si cuoce la pasta e si spolvera con la mollica di pane rosolata, si condisce il tutto con il ragù di carne o sugo di pomodoro.

V-RDET
E’ una pietanza particolarmente ricca e laboriosa nella preparazione, consumata per un’occasione importante qual è il giorno della Pasqua.
Ingredienti: carne d’agnello, uova scaldato, formaggio grattugiato, pan grattato, latte, zucchero o sale, prezzemolo, cannella, olio, pomodoro.
Procedimento: Si prepara il ragù con carne d’agnello. Si dispone in una teglia la carne d’agnello tagliata a tocchetti, si aggiungono delle uova ( 8 per una porzione da 4 persone), un pezzo di scaldato tagliato a pezzetti, formaggio grattugiato a volontà, pan grattato, un pò di latte per ammorbidire l’impasto, zucchero e cannella per la versione dolce, oppure sale, del prezzemolo. L’impasto deve essere morbido e va disposto in una pirofila anti-aderente a bordo alto. Si aggiunge del ragù leggermente diluito con acqua e si mette a cuocere in forno.

LO SPORT
Nel paese da oltre 20 anni esiste una squadra di calcio che partecipa ai campionati regionali della federazione gioco calcio. Ha disputato nell’anno calcistico 1983-84 il campionato di terza categoria, vincendolo. Negli anni successivi, negli anni novanta, ha disputato per 2 anni di seguito anche il campionato di promozione regionale contro squadre piu’ blasonate, come il Lavello, il Venosa, il Policoro, il Bernalda. Da 7 anni, insieme a Ripacandida, si è costituito un unico sodalizio sportivo e la squadra si chiama Ginestracandida e partecipa al campionato regionale di seconda categoria. Le partite si effettuano sul bellissimo campo erboso “San Donatello” di Ripacandida.
Ci sono stati vari presidenti della squadra, Romano, Cialdella, Lacedra, Dileo, ed allenatori, Puzzolante, Lotumolo, Lopez, Lettieri A. e M., Di Lucchio, Tirico.

Nel paese c’è una struttura sportiva sufficiente per disputare tornei e gare sportive per i bambini, ragazzi e giovani del posto. Questa struttura si trova in contrada “la Madonna”, a poche centinaia di metri dal paese, ed è dotata di un campo di calcetto, di un campo da tennis e di un campo polivalente, inaugurato il 26 maggio del 2007, dove si può praticare la pallavolo e la pallacanestro.. Durante l’anno si disputano incontri sportivi, come “Ginestra in…campo”, organizzato dalla Pro-Loco “Zhurian”, manifestazione di gare di atletica leggera e di calcio a 5 per bambini e ragazzi del posto. Questa manifestazione ha luogo il 10 agosto di ogni anno.
L’ultima domenica di settembre ha luogo, presso il campo di calcio a 5 del paese, il triangolare tra le rappresentative dei giovanissimi di Ginestra, Barile e Maschito, nel cosiddetto torneo “arbereshe”. Organizzato dall’Amministrazione Comunale col patrocinio della Provincia di Potenza, assessorato allo Sport.


LA BIBLIOGRAFIA
Archivio Comunale.
Gaetano Lamattina “Ginestra, storia di un popolo” Edizioni Dottrinari, 1987.
Rivista Valori: “Se vai (o abiti) a Ginestra, n° 44 Anno VI 2001.
Ginestra ( la vita umana Arbereshe”) di Donato Mazzeo del 2000.