"Sulle ali del Destino", la storia dell'Aviere di Ripacandida: Vito Sinisi

le Ali del Destino
Il film, intitolato 'Le Ali del Destino', la storia dell’aviere Vito Sinisi di Ripacandida (Pz), medaglia d’oro al valore militare,prodotto da Cinemart, dopo un anno di riprese girate a Ripacandida e nelle vicinanze di Roma, il 14 ottobre in anteprima nazionale verrà proiettato nel cine-teatro Barberini di Roma alla presenza di autorità civili e del mondo politico. 
Scritto e diretto a quattro mani da Gianna Menetti e Vittorio Viscardi, ha una storia tutta particolare: Gianna infatti e' la pronipote di Sinisi (la nonna era la sorella del maresciallo) e nel plot del film l'eroe rivivrà proprio nel racconto che lo zio Luigi
(interpretato da Adriano Aragozzini) farà alla nipote sul suo valoroso antenato.

L'eroe, che partì' dal piccolo centro lucano di Ripacandida con il sogno di volare e finì per salvare la vita agli ufficiali ed ai sottufficiali di un aereo silurante italiano abbattuto nei cieli della Cirenaica nel 1941 dai caccia inglesi, sara' invece interpretato dal giovane Valerio Peroni. Nel film entreranno anche filmati originali dell'epoca, forniti ai registi dall'Aeronautica Militare.
Avvicinata Gianna Menetti ha riferito: “Gli attori sono stati bravissimi. Siamo stati aiutati da Michele Disabato (il Prete nel film) che ha curato il dialetto,  e nella ricerca delle location. Difficoltà tante a partire dai problemi economici, Ma siamo riusciti ad avere alla fine un buon risultato. 

Alla prima ci saranno tanti nomi noti della politica e dello spettacolo. Da Ripacandida so che arriveranno in tanti si stanno organizzando con il pullman. Tanta emozione..ma tanta gioia sono riuscita ad realizzare un film sulla mia famiglia ed è un omaggio che faccio a loro....anche se non ci sono più”. La regista Menetti ricorda le riprese girate a Ripacandida nell’ottobre di un anno fa: “Le location sono state varie e in parti diverse del paese. 

Ripacandida ne è venuta fuori in una maniera eccellente e tutti si sono prodigati oltre misura. In una scena ci sono stati 40 attori contemporaneamente, oltre alla troupe cinematografica e ai due registi. La parte più difficoltosa è stata la discesa degli sposi dalla Chiesa Madre per via delle alte temperature raggiunte in quei giorni e il trucco doveva essere ritoccato in continuazione, con grande dispendio di energie, ma la truccatrice non ha battuto ciglio e ha continuato ad aggiustare tutti senza lamentarsi. Altra scena importante è stata la festa di matrimonio nella giornata di sabato, girata all'imbrunire. La scena prevedeva anche il ballo e quindi sono state effettuate delle lezioni estemporanee di valzer”.

Lorenzo Zolfo