Feneal, Filca e Fillea alle imprese: “Bisogna cambiare rotta.

Attivo degli edili di Capitanata: innovare per rilanciare il settore. Feneal, Filca e Fillea alle imprese: “Bisogna cambiare rotta. Non è più il tempo di costruire ‘solo’ case, il mercato abitativo è saturo”.

La crisi morde la Capitanata: i lavoratori attivi scesi da 12mila a 8mila. Parole d’ordine: “sicurezza, qualità delle produzioni, formazione”
“In Capitanata, mai come questa volta, il contratto provinciale degli edili deve esser vissuto come un punto di
partenza: il primo passo per una nuova stagione vertenziale, in cui rilanciare con forza i temi dello sviluppo e dell’occupazione”. E’ quanto emerso dall’Attivo dei Quadri e Delegati di Feneal, Filca e Fillea, svoltosi giovedì 28 giugno presso il Formedil di Foggia. L’importanza della contrattazione integrativa provinciale per sostenere un settore che vive, in particolare a Foggia e provincia, una difficile crisi, è stata rimarcata nel corso dell’assemblea, alla quale hanno partecipato i segretari generali di Feneal, Filca e Fillea di Foggia, Festa, Falcone e Pasqualicchio;  i segretari regionali, Nicastri, Gallo e Bevilaqua; il segretario generale della Cisl di Foggia, Emilio Di Conza, ed il segretario nazionale della Fillea, Mauro Livi.

Parole d’ordine della discussione sono state “sicurezza, qualità delle produzioni, formazione”. In particolare, Feneal, Filca e Fillea hanno espresso preoccupazione per la situazione del comparto sul territorio provinciale, pesantemente interessato dalla crisi economica e occupazionale che sta investendo il Paese. “Nella sola Capitanata, negli ultimi anni, si sono perdute milioni di ore di lavoro, una emorragia continua che ha portato il numero dei lavoratori attivi da oltre 12 mila nel 2009 ai poco più di 8 mila previsti a fine anno”, è stato rilevato nella relazione introduttiva, illustrata da Pasqualino Festa. “E’ come se una intera zona industriale avesse chiuso i battenti dall’oggi al domani. In questo terreno di coltura, hanno vita facile fenomeni deleteri – è la denuncia dei sindacati – quali lavoro nero, evasione, elusione, che portano alla disgregazione del tessuto produttivo: premessa perché anche la malavita possa proliferare in maniera incontrastata ed i principi di legalità diventino una chimera”.

Feneal, Filca e Fillea vogliono “avviare una stagione di rivendicazioni per il lavoro e lo sviluppo, perché ritengono che solo se si rimettono al centro le questioni del lavoro, si potrà uscire dall’impasse in cui la crisi ci ha ricacciati”. Per questo, i sindacati rivolgono “agli imprenditori edili un sentito appello affinché non si lascino tentare dalle facili scorciatoie, scaricando sugli altri la crisi. Noi sappiamo che in questo momento – è stato sottolineato nel corso dell’attivo unitario – l’imperativo categorico è sopravvivere. Pero, ciò non deve significare aggirare le norme, attraverso strumenti poco chiari quali il subappalto, il cottimo selvaggio o forme diverse di lavoro nero”. E’ tempo invece di “cambiare la rotta prima che sia troppo tardi: non è più il tempo di costruire solo case, il mercato abitativo è ormai saturo e la bolla immobiliare non è ancora esplosa solo perché il sistema bancario lo sostiene ancora. L’aumento vertiginoso degli immobili ad uso abitativo invenduti dovrebbe far riflettere”, ammoniscono Feneal, Filca e Fillea.

La soluzione alla crisi, secondo i sindacati di CGIL, CISL e UIL, va cercata tornando “a rivolgere l’attenzione verso altri rami del settore costruzioni, con uno sguardo particolare alle infrastrutture, agli immobili da destinare a opifici, alla difesa e alla messa in sicurezza del territorio, e se proprio si vuole restare nel campo abitativo, esiste un patrimonio enorme che va riqualificato e reso idoneo alle mutate esigenze di risparmio energetico. Una attenta verifica va poi rivolta verso le abitazioni e le strutture edificate prima dell’entrata in vigore delle normative antisismiche, e quanto successo in Emilia e a San Giuliano di Puglia dovrebbe farci capire quali interessi sono in gioco. Per fare questo è però necessario investire in formazione, in ammodernamento tecnologico, diversificando la capacità di intervento. E’ necessario cioè innovare. Ecco perché diciamo – affermano Feneal, Filca e Fillea – che da questo contratto provinciale bisogna partire per innovare il settore”.

In questa difficile partita, i sindacati dell’edilizia“chiamano in causa” la classe dirigente del territorio. “E’ abbastanza ovvio che una parte fondamentale la debbano giocare anche le controparti Istituzionali. Tuttavia, troppo spesso stiamo riscontrando che la crisi è diventata un facile alibi per giustificare l’immobilismo più totale, con il rischio che ci si avviti in una perversa spirale di rassegnazione, dalla quale sarà difficile uscire se non si corre subito ai ripari”.
In conclusione, i delegati dell’assemblea hanno approvato all’unanimità un ordine del giorno a sostegno dei lavoratori dell’Ospedale “Lastaria” e del Tribunale di Lucera che sono mobilitati per scongiurare la chiusura di questi importanti presidi del territorio provinciale.


ECCO IL TESTO DELL’ORDINE DEL GIORNO
L’Attivo provinciale dei quadri e delegati di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, alla presenza delle confederazioni CGIL, CISL e UIL provinciali, esprime preoccupazione per il riordino sanitario avviato dalla Giunta Regionale che va a mortificare e penalizzare soprattutto l’ospedale di Lucera, che fa capo ai Comuni del Subappennino settentrionale, riducendo del 50%  circa i posti di lavoro e colpendo reparti importanti come la Cardiologia, l’UTIC, l’Ortopedia; impoverendo così una struttura che rispetto a questi settori ha dimostrato di essere una eccellenza sanitaria. Per questa ragione, l’attivo chiede al Presidente della Giunta Regionale di rivedere il piano distribuendo equamente i tagli in tutte le strutture della Puglia.

L’attivo, inoltre, esprime solidarietà ai lavoratori della Giustizia di Lucera (magistrati, avvocati e cancellieri) che questa mattina si sono riuniti in assemblea per protestare contro il Governo che ha deciso la soppressione del Tribunale di Lucera. L’attivo si sente mobilitato ed intraprenderà iniziative a sostegno della società civile per una battaglia di giustizia, equità e democrazia a favore dei cittadini di Lucera, del Subappennino e dell’intera Capitanata.
Foggia, 28 giugno 2012