Centri commerciali Naturali, di Via, di Strada un'altra normativa regionale rimasta inattuata

Ipertrofia legislativa, un antico vizio italiano che non stenta a morire con la pretesa di voler utilizzare la normativa in ogni campo anche quando basta un semplice regolamento o atto amministrativo. Questo quando si parla di snellimento burocratico, procedure celeri e via discorrendo. 
In Basilicata poi abbiamo un altro antico vizio che si perpetua: fare leggi che non trovano poi applicazione e anche che una volta approvate nell’Iter e votate in Consiglio Regionale restano senza copertura finanziaria. Ne abbiamo trovata
un’altra e ripetiamo ancora: non esistono buone o cattive leggi ma leggi applicate o inapplicate.
Il Consiglio Regionale ha spesso buone idee ma poi vanificate dall’inerzia dell’elefantiaco apparato della burocrazia come nel caso della Legge Regionale n.23/2008 che all’art. 12 definisce i “Centri commerciali Naturali, di Via, di Strada”.In breve il dispositivo prevede che “la Regione sostiene le attività delle strutture associative di cui all’art. 12 della presente legge costituite, tra operatori commerciali operative anche nell’ambito dei centri storici, operanti in collaborazione con i Centri di Assistenza Tecnica riconosciuti dalla Regione Basilicata, finalizzate alla animazione e alla promozione commerciale e turistica in dette aree” e all’art. 6 comma 8 è previsto che “la Regione con deliberazione della Giunta regionale adotta modalità e criteri per la concessione delle agevolazioni alle strutture associative di cui all’art. 12 …”.

Risultato: nulla poiché risulta che la Giunta Regionale non abbia mai adottato nessun provvedimento previsto dall’art. 6 comma 8 della Legge 12/2008.
A seguito di segnalazioni che reputiamo fondate e giuste da parte di operatori commerciali che aspettano da anni l’applicazione di questa normativa abbiamo presentato un’interrogazione chiedendo le motivazioni della non applicazione della normativa richiamata e se il Presidente De Filippo e l’amministrazione regionale intendono applicarla.
Oggi più che mai risulta indispensabile sostenere le piccole imprese, spesso a connotazione familiare, che in Italia da sempre hanno rappresentato la spina dorsale della nostra economia.
Resta sempre però l’interrogativo politico: perché legiferare e dare aspettative ai cittadini, agli imprenditori, alle categorie produttive e poi rendere inutile e superfluo anche il lavoro del Consiglio Regionale. Oltre alla risposta che attendiamo, ci auguriamo che la Giunta Regionale stanzi i fondi per dare corso alle previsioni della legge 23/2008 oppure se la ritiene inutile – a nostro parere è utile e va applicata- abbiano il coraggio di assumersi la responsabilità amministrativa e politica e abrogarla nei modi e nelle forme previste dalla legislazione.

Potenza 20/03/2012
Gianni Rosa