Barile 20 marzo 2012, serate letterarie palazzo Frusci, la pro-loco ed il C.E.R. presentano il libro: Il Monaco Bianco del prof. Maragno.

BARILE. 20 MARZO 2012. PALAZZO FRUSCI.SERATE LETTERARIE. DIALOGO INTERRELIGIOSO.LA PRO-LOCO, IN COLLABORAZIONE CON LA CHIESA EVANGELICA DELLA RICONCILIAZIONE DI BARILE, PRESENTA IL LIBRO: “IL MONACO BIANCO” DI GIANNI MARAGNO DI MATERA.
Barile.
Nello splendido palazzo Frusci, la pro-loco  in collaborazione con la Chiesa Evangelica della Riconciliazione di Barile, nell’ambito delle serate letterarie, ha presentato il libro: “Il Monaco Bianco” (Luigi Loperfido) del materano Gianni Maragno. Dopo i saluti del presidente della pro-loco Daniele Bracuto e del collaboratore Lorenzo Gagliardi, il prof. Donato Mazzeo ha presentato la serata: “ con la presenza di Luca Anziani, pastore della chiesa Metodista e di Antonio Piacentini, responsabile della chiesa Evangelica della Riconciliazione di Barile,fortifichiamo quel dialogo interreligioso di cui
ha tanto bisogno la società di oggi. Barile, nel passato, è sgià tata sede di un incontro tra la chiesa ortodosso-bizantina e quella cattolica. Ringrazio l’autore del libro, il prof. Maragno, autore del libro il Monaco Bianco ed il prof. Lucio Attorre, docente all’Università di Potenza e della casa editrice Ermes”. Il pastore della chiesa Metodista di Venosa e Rapolla, Luca Anziani ha detto: “Il Monaco bianco,Luigi Loperfido costituì a Matera una comunità evangelica battista, di cui è rimasto pastore praticamente fino alla sua morte, avvenuta negli anni ‘50.

Ha predicato nei “Sassi” descritto da un quotidiano napoletano nel 1902 un terribile infermo sociale e disumano. Questa descrizione faceva una fotografia reale in cui le nostre chiese si trovavano a vivere. In questi contesti la predicazione evangelica diventò un incontro-scontro con la gente. Nel passato le chiese hanno avuto scuole con l’obiettivo di liberare la gente dall’ignoranza e creare una coscienza libera. Con l’800 la Bibbia arriva al popolo e Di Vittorio, che frequentava la chiesa Valdese, diffondeva gli stessi principi della Bibbia, al giornale.

Non è possibile creare un uomo nuovo se la società di oggi non è giusta”. Antonio Piacentini, responsabile della chiesa Evangelica della Riconciliazione di Barile ha aggiunto: “ Luigi Loperfido nel 1904 abbracciò la chiesa evangelica e molti contadini lo seguirono. Con le sue predicazioni,forti erano le opposizioni, non aveva mai aizzato il popolo alla rivolta, ma anzi lo aveva sempre spinto verso il bene ed “educato alla giustizia ed uguaglianza”. Ultimamente a Barile, abbiamo cercato di demolire quei pregiudizi con incontri con la Diocesi di Melfi-Rapolla e Venosa e con la chiesa Metodista. Abbiamo formato un’associazione con il compito di fare opere di carità per i bisognosi. Non mancano incontri sociali sull’alcolismo e droga.

Dal 2009 promuoviamo raccolte alimentari per gli indigenti, solo a Barile ci sono 40 famiglie. Da quest’anno nella nostra agenda rientra anche la raccolta farmaci. 1500 persone hanno ricevuto il nostro aiuto.La motivazione che ci spinge è: l’amore”. E’ seguita la proiezione di un filmato riferito a Luigi Loperfido del noto programma televisivo di Rai 2, Protestantesimo. L’autore del libro: L’Anarchia Estetica, il Monaco Bianco, ha chiuso gli interventi: “ritengo di estrema  attualità la storia del Monaco Bianco, era un personaggio scomodo, dava fastidio perché diceva la verità. Sui Sassi di Matera, belli da vedere, sosteneva: in alto palazzi nobili, più si andava in basso terribili grotte disumane.

Luigi Loperfido era un trovatello e voleva farsi chiamare Loporfido. Emigrò giovanissimo in America, si da da fare da solo fino ad affermarsi come pittore e scultore. Era un idealista, maturò la convinzione dll’arte, ritenendola il meglio di se che l’uomo  può dare. Ritornato in Italia, vestì di bianco, molti pensavano che fosse il Nazareno, la girò in lungo ed in largo senza fortuna, cercava fondi per la sua scuola di arte per i poveri. A Matera 3000 contadini si alleano con lui, volevano perfino mandarlo a Roma come parlamentare, ma lui rifiutò, abbandona l’arte e si da alla Fede, nella provincia più povera d’Italia alla ricerca di un perenne abbraccio con l’Eterno.

Non fu tenero con i preti. Era una persona istruita. All’inizio delle sue predicazioni, lo seguirono anche i notabili della città. Loperfido ha avuto il coraggio di sfidare i potenti per difendere i deboli ed il ruolo delle donne lavoratrici, che andava tutelata e protetta. Difendeva le conquiste sociali, ecco perché il pensiero del Monaco Bianco è ancora attuale”. Sono intervenuti Armando Lostaglio, critico cinematografico: “mi auguro che il progetto di una sceneggiatura sulla Rai sul Monaco Bianco possa prendere piede”. L’editore,Il prof. Lucio Attorre: “per crescere c’è bisogno di eroi e la chiesa in Luigi Loperfido ha trovato la persona giusta, consegnata alla storia”.
Lorenzo Zolfo