Venosa 29 ottobre 2011. Convegno sulle malattie mentali e premiazione vincitori 1° premio Alda Merini.

VENOSA. 29 OTTOBRE 2011. ORE 9,30. AULA MAGNA LICEO CLASSICO. LA SCUOLA CONTRO IL PREGIUDIZIO SULLE MALATTIE MENTALI. 1° PREMIO “ALDA MERINI”, TRA I VINCITORI ANCHE UNA CLASSE DEL LICEO CLASSICO.

Venosa.
Presso l’aula magna “Q.Orazio Flacco”del Liceo Classico e Scientifico alle ore 10,30 del 29 ottobre si parlerà di malattie mentali: “la scuola contro il pregiudizio sulle malattie mentali”. E’ stato istituito anche un premio per le scuole alla memoria di Alda Merini e saranno premiate le scuole vincitrici. A Venosa è stata costituita l’associazione familiari anti-stigma “Alda Merini” ed in più di un’occasione ha incontrato i giovani delle scuole superiori per sensibilizzarli a superare le identità negate. Scopo dell’iniziativa del 29 ottobre, e quindi dell’associazione, è quello di promuovere la lotta al pregiudizio e allo stigma che accompagnano la
malattia mentale e favorire iniziative di socializzazione per prevenire e arrestare processi di emarginazione sociale. Nel  dicembre del 2010 presso il “Battaglini” di Venosa si è svolto un incontro su  questa tematica ed il dirigente scolastico dell'I.I.S.S. “Q.Orazio Flacco” prof. M.Lasala aveva sostenuto: “nel passato era compito della famiglia istruire ed educare i figli, oggi questo compito spetta principalmente alla scuola. Ho letto un libro della poetessa Merini, nel quale ho capito come questa persona soffriva in un reparto psichiatrico, ed ha superato la sua malattia, fino a diventare una delle poetesse contemporanee più conosciute. Merini sosteneva: la vita è bella e deve essere vissuta”. Il prof. Michele Masciale, allora dirigente scolastico del Battaglini aveva aggiunto: “il termine stigma indicherebbe la discriminazione operata ogni qualvolta un malato è costantemente colpito dal pregiudizio altrui fino a subire gli effetti deleteri di rifiuto, esclusione, solitudine. La stgmatizzazione è un processo discriminatorio che è innescato dalla paura e dall’incomprensione e che genera negli stigmatizzati un ulteriore senso di paura e di inferiorità. Tutti miriamo all’integrazione sociale, tutti evitiamo l’esclusione. A tutti appare bello e giusto percepirsi parte di un tutto; a tutti appare brutto ed ingiusto sentirsi relegati in esilio, lontano dal mondo. Stigmatizzare è, di fatto, esiliare. La scuola è l’istituzione sociale in cui i giovani si aprono alla società sperimentando ogni giorno il mondo extra-familiare. Don Vincenzo Vigilante allora rettore della Cattedrale di Venosa e vicario del Vescovo, aveva precisato: “già duemila anni fa un certo Gesù diceva:chi dice pazzo ad un suo fratello è degno della stessa pena di chi uccide. La diversità per un credente è considerata una ricchezza, una unicità”. Il servizio sanitario della Regione Basilicata-Dipartimento Salute Mentale Ambito Territoriale di Venosa ha redatto un questionario sulle malattie mentali per gli studenti del Vulture-Alto Baradano del 3° e 4° anno di studi perché ritiene che il primo passo per combattere il pregiudizio sulla malattia mentale sia quello di informare quante più persone e istituzioni e verranno presentati i risultati di questo report. Tra le scuole da premiare ci sarà anche il Liceo Classico che ha partecipato con varie classi e con contributi tutti molto apprezzati. Un contributo particolare l’ha portato l’attuale III C realizzando un video segnalato per la ricchezza e la varietà del contributo. Esso ha impegnato i ragazzi nella drammatizzazione, nella realizzazione dei disegni, nella composizione di testi e musiche e nell’approfondimento teorico che spazia da Franco Basaglia, fondatore della concezione moderna della salute mentale ad Alda Merini, evidenziando la capacità di mettersi “nella pelle” degli altri, con sensibilità”. Su questo premio Vincenzo Lacolla di II C del Liceo Classico sostiene: “Il premio Alda Merini è l’ennesima dimostrazione che la scuola non si fa solo tra i banchi. Ogni studente ha potuto esprimere se stesso e la propria dimensione emotiva con il linguaggio che più riteneva opportuno e consono. Una competizione che ha unito sensibilità ed espressività e che, alla fine, non ha visto solo un vincitore. Sono stati premiati tutti coloro che hanno partecipato al concorso a dimostrazione che gerarchizzare le diverse sensibilità è impossibile ed ingiusto. Un’esperienza per molti versi indimenticabile ed altamente formativa che, con l’attivazione di tutti i componenti, ha permesso di capire che la diversità è un valore aggiunto ed è insita in ognuno di noi. Ecco perché qualsiasi forma di stigma e di pregiudizio è sinonimo di ignoranza e va contrastata e superata soprattutto a partire da noi”.  A. Einstein ripeteva: “è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae il manifesto della giornata del 29 ottobre.