la torre dell'orologio in degrado, protestano i cittadini con una raccolta di firme.

MONTEMILONE. 15 MAGGIO 2011. UN COMITATO CITTADINO CHIEDE AL COMUNE IL RECUPERO DELLA TORRE DELL’OROLOGIO DEL PAESE.

Montemilone. La torre dell' orologio di Montemilone,inaugurata dal Sindaco di allora, Guglielmo Quinto nel 1882 ed opera dell’ingegnere Pomodoro, un meraviglioso Monumento dimenticato dalle istituzioni locali. A denunciare questo stato di abbandono, un comitato di cittadini che ha raccolto delle firme e le ha inviate agli Organi Competenti. Antonio Ferrente, del comitato cittadino pro-torre dell’orologio, dichiara: “ Il degrado di questa torre lo si può vedere da queste fotografie. 
Diventata da anni la casa dei colombi, centinaia di questi uccelli portatori di parassiti e di sporcizie che hanno e continuano a creare seri disagi agli abitanti del quartiere e non solo tanto da non poter tenere porte, finestre, e balconi aperte ne tanto meno godersi il bel panorama che offre appunto quella zona del paese. Nei giorni scorsi da alcuni residenti è stata intrapresa una raccolta di firme, più di 50, allegate ad una lettera inviata al Sindaco Mennuti all' Asl e alla Procura di Melfi. I cittadini residenti e firmatari chiedono un' immediata risoluzione del problema visto che la stagione estiva è alle porte e che la morte di questi colombi, proprio all'interno della torre, provoca fastidiosi quanto cattivi odori che sicuramente danneggiano la salute dei cittadini specialmente anziani, bambini, che giocano nei pressi della torre e donne in gravidanza. Pare che da tempo una persona di Montemilone abbia donato al nostro Comune una bella somma di " EURI" per il ripristino dell' orologio ma di questo poco si sa della fine dei soldi o della sua destinazione. Certamente chi ha delle risposte noi saremo felici di ascoltarle. Non vogliamo essere polemici ma la strada che circonda il centro storico tutta piena di buche era già nel piano di intervento triennale del 2007, forse dimenticato.  Questo non è l'unico degrado del nostro paese ma di questo ci sarà tempo per parlarne “. Lorenzo Zolfo