Intervistata Alessandra Tamborra

Intervistata Alessandra Tamborra, capitana della squadra di volley Polisportiva Popolare di 
Canosa.

L’Associazione Sportiva Dilettantistica “Polisportiva Popolare” di Canosa di Puglia (BT), costituitasi nel 1982, è il sodalizio locale che annovera tra gli iscritti il più alto numero di donne impegnate nella pratica sportiva sia di base  che agonistica con la partecipazione ai vari campionati provinciali. In questa stagione 2010-11 che volge al termine la squadra femminile di pallavolo ha raggiunto il 3° posto nel campionato di Seconda Divisione - Girone A – dietro la fortissima “Barile Flowers” di  Terlizzi (BA), vincitrice di  tutti gli incontri disputati  e il “G.S.D. VB” di Giovinazzo (BA). 
Il presidente della  “Polisportiva Popolare” Sabino Casamassima,  raggiante per i risultati ottenuti,  in questi ultimo periodo è preso, unitamente all’allenatore Luigi Verderosa, nella preparazione delle nuove “reclute”, i nati negli 1999/2000 - 2000/2002 – 2001/2002 – 2002/2003 che parteciperanno alla Festa Provinciale del Progetto “1x4 MINI VOLLEY 2011”, organizzato dal Settore Scuola e Promozione del Comitato Provinciale della FIPAV di Bari in programma domenica mattina  presso il Centro Commerciale Auchan di Casamassima (BA).Nella pausa degli allenamenti ci ha tenuto ad elogiare per l’enorme impegno profuso da tutte le atlete della squadra di  pallavolo femminile canosina composta da: Rossana Butteri (’78), Maria Ervea Donnini (’93), Giulia Losito (’91) nel ruolo di alzatore; Francesca Caporale (’93), Antonella Detto (’97), Maria Viola Petroni (’93), Alessia Di Sibio (’95) nel ruolo di laterale; Simona D’Agnelli (’91), Rossella D’Elisa(’93), nel ruolo di libero; Rossana Di Sibio (’92), Naomi Leone (’92), Rosa Loconte(’92), Martina Mosca(’92), Eliana Nachiero(’94), Ippolita Notargiacomo(’96) nel ruolo di centrale; e poi con la fascia di  capitano, bella e sorridente più che mai, entusiasta ed iperattiva Alessandra Tamborra (’83) nel suo ruolo di opposto che ha rilasciato incredula la seguente intervista.
- Per la presentazione,  due  domande  ricorrenti : single? E’ su Facebook?
Non sono single e sono su Facebook. E’ divertente notare come è  diventata importante una domanda  “Sei su Facebook?” alla stregua di “Sei sposato o hai figli?”.
 - Titolo di studio e professione…
Mi sono laureata in “Tecnica della riabilitazione psichiatrica” e mi occupo proprio di questo presso  la Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica (C.R.A.P.) di Spinazzola (BT) , anche se da qualche tempo sto sostituendo una mia collega in maternità e quindi opero sul territorio di Canosa.
- E’ facile conciliare  allenamenti e lavoro …
Operando in Canosa è stato abbastanza facile organizzarmi perché lavorando solo di mattina, la serata è interamente dedicata alla pallavolo, quando chiaramente ci sono gli allenamenti. Un po’ più complicato è stato quando lavoravo a Spinazzola perché facendo i turni e a volte, ho dovuto saltare gli allenamenti, anche se ho sempre garantito la mia presenza alle partite di campionato.
- Le piace cucinare? La sua ricetta preferita…  
Ecco, diciamo che mi piace più mangiare  e vivendo ancora in famiglia ho la fortuna di deliziarmi ancora dei pranzetti preparati dalla mia mamma, però saprei cavarmela anche autonomamente. Il mio piatto preferito…tutto! Se qualcuno volesse prendermi per la gola, sicuramente ci riuscirebbe con un bel tortino al cioccolato, anche d’estate .
- L’approccio alla pallavolo…
Avevo circa 14 anni quando ho messo piede per la prima volta nella sede della Polisportiva Popolare, all’epoca era il vecchio “Cinema Mancini”, sicuramente spinta dalla voglia di imitare le orme di mio fratello Antonello, anche lui giocatore di pallavolo. Ricordo che  quella sede era popolata di ragazze che come me sognavano di imparare a giocare a pallavolo e tenga conto che quello era anche il periodo del cartone animato “Mila e Shiro” per cui le lascio immaginare…Comunque dopo qualche allenamento è stato subito AMORE! Agli allenamenti sono seguiti i primi campionati e la voglia di arrivare nella prima squadra composta  di pallavoliste esperte e brave, alimentava sempre più l’impegno e la dedizione. Ecco i miei pomeriggi si consumavano in quel luogo con le mie amiche unite tutte dalla stessa passione.
- Quanto hanno influito i  genitori sulle  scelte nell’attività sportiva?
I miei genitori hanno influito poco, nel senso che loro mi spronavano a fare attività sportiva ma non mi hanno mai vincolata nella scelta, anzi al contrario appoggiavano le mie decisioni. Ripeto in famiglia, mio fratello già fantastico giocatore di pallavolo ha influenzato indirettamente la mia scelta.
- Prima squadra, primo allenatore, prime trasferte:
Il mio primo campionato, anzi i miei primi campionati sono stati Under14 e Under16, l’allenatrice all’epoca era Annamaria Abbascià, giocatrice di pallavolo nella prima squadra della Polisportiva Popolare. Le prime trasferte sono state un’emozione unica perché noi così piccine ci trovavamo a fare la prima esperienza al di fuori degli allenamenti, calate in una situazione che fino a quel momento era solo qualcosa che avevamo visto fare dalle pallavoliste più grandi o in tv, ma  posso garantire che quell’emozione non mi ha più abbandonata, è una cosa che sento anche oggi, dopo tanti anni, ogni volta che metto piede in campo per disputare una partita… è come se fosse sempre la prima volta.
- Il suo ruolo…
Chiaramente prima di arrivare al mio ruolo attuale che è “opposto”, mi sono allenata  quasi in tutti i ruoli, disputando campionati come laterale, come centrale, fin quando ormai titolare mi sono “appropriata” della denominazione di opposto !
 -  E’ importante avere in squadra  giocatrici di talento? Si possono ottenere ottimi risultati
    anche con queste individualità, o contano altri fattori?
Diciamo che io rispetto alla realtà attuale, un po’ più scarna di giocatrici d’esperienza, ho avuto la fortuna di giocare con atlete eccezionali, il nome più famoso è quello di Stefania Sansonna, ma c’erano tante altre atlete che si facevano ammirare, e questo sicuramente è stato d’impatto perché la passione con la quale giocavano e la loro bravura animava la nostra voglia di “arrivare”. Tutto sommato però oserei dire che non è fondamentale avere in squadra talenti quanto piuttosto avere compagne animate dalla passione, dalla voglia di crescere e migliorasi. Un gruppo, allenatore compreso, che tenga sempre accesa la voglia di raggiungere traguardi sempre più talentuosi.  
- Fatte le dovute proporzioni, a quale pallavolista  si ispira?
Sembrerò patetica dicendo questo, ma non mi sono mai ispirata a nessuna giocatrice famosa, la mia ispirazione, da sempre è stato un pallavolista a me molto vicino:  mio fratello Antonello.
- Qualcosa che  mette in campo e le  altre non hanno:
Sicuramente il carattere, l’agonismo e la determinazione a vincere sino all’ultimo punto. Questo modo di essere in parte è innato e in parte è stato allenato nel tempo, infatti una mia compagna di percorso l’atleta Rossana Butteri è simile a me rispetto a questo tipo di impostazione e con lei riflettevamo proprio sul fatto che le ragazze di oggi non hanno questa grinta, quella competizione sana che porta quasi a forgiare il carattere. Ma infondo i tempi in cui viviamo oggi sono anche molto  cambiati, davvero di molto.
- Un voto sulla schiacciata, baker, alzata,muro :
Qui vado in crisi, perché con l’autoironia che mi ha sempre contraddistinto io mi darei 10 in tutto, però diciamo che ho sempre lasciato gli altri giudicare, umilmente mi rimetto al giudizio altrui, facendo si che questo si tramuti in un invito a seguire la pallavolo da vicino.
- Il  punto debole ?
Nessuno naturalmente ! Scherzo…al momento non saprei individuarne uno in particolare, diciamo pure che è situazionale, dipende dalle partite, a volte magari la tua tecnica migliore con alcune squadre può essere il tuo punto di forza oppure il tuo punto debole.
- Qual è l'emozione più grande finora provata?
La promozione della squadra femminile in serie C. Io ho disputato quel campionato da spettatrice, da tifosa direi, ma ricordo che è stata un’emozione unica.
- Descrivila:
E’ difficile descrivere le emozioni perché si ha sempre la sensazione di non riuscire nell’intento sperato. Ricordo che all’epoca della promozione in serie C la Polisportiva Popolare puntava molto sul settore femminile, infatti gradi atlete, anche di fuori paese, hanno giocato all’interno della società, per cui le aspettative erano sempre quelle di arrivare a raggiungere un traguardo importante; la serie D è stato una campionato che spesso si è ripetuto negli anni, fin quando nel ’95-96 si iniziava a sognare aria di promozione e combattivamente con l’impegno di tutti, società, allenatore, giocatrici e tifosi il sogno è arrivato.
- Il sogno nel cassetto…
Scaramanticamente lasciamolo chiuso nel cassetto.
- Cosa  pensano gli altri, le amiche in particolar modo  sugli  impegni sportivi…
La gran parte delle mie amiche condivide con me la passione della pallavolo, per quanto riguarda invece i miei colleghi di lavoro, loro hanno sempre ammirato la mia passione per la pallavolo, la voglia sempre e comunque di incastrare tra i mille impegni un allenamento, una partita.
- Un invito originale alle ragazzine per iniziare e/o continuare a giocare a pallavolo…
Ci sono passioni che una persona deve sentire per affrontare un percorso, io ho cominciato con curiosità e ho coltivato una passione. A partire dalla pallavolo sono cresciute amicizie, tuttora presenti nella mia vita, si sono fatte esperienze genuine di quelle che uno si porta come bagaglio di crescita. Io sogno che le ragazze di oggi possano scoprire la genuinità di affacciarsi ad uno sport come la pallavolo dalla quale sicuramente nessuno esce insoddisfatto, perché uno potrà non diventare mai una Stefania Sansonna o forse si, ma sicuramente avrà la possibilità di poter far parte di una squadra che rappresenti Canosa nella nostra Regione, avrà la possibilità di fare delle esperienze e conoscenze piacevoli che magari poi possono durare nel tempo, come è capitato a me.
- La palla a volo è uno sport  indicato per le donne?
Assolutamente si. Si consideri come ho già accennato prima che la pallavolo a Canosa puntava molto sul settore femminile, questo perché erano proprio le ragazze ad affacciarsi numerose a questo sport.
- Segue il calcio, eventualmente può segnalare la squadra del cuore e altri sport preferiti…
Ecco adesso mi brucio la simpatia dei lettori o almeno di una parte, la mia squadra del cuore è la Juventus. Oltre la pallavolo, lo sport che pratico da circa un anno è il tennis. Ho scoperto che è uno sport bellissimo, poi il mio allenatore Battista Forina è davvero grande e mi ha fatto ben presto appassionare.
- Il movimento della volley femminile nella BAT?Come sono gli impianti sportivi a Canosa?
La BAT ha avuto sempre delle buone squadre pallavolisticamente parlando, che hanno e tutt’ora militano in  campionati di rango. Alcune società si sono sostituite ad altre, sono nate delle nuove  ma tutto sommato, io che gioco da tanti anni, ho ritrovato molte atlete che  nel tempo avevo già incontrato. Inoltre ho scoperto piacevolmente realtà, come l’Andria, dove la pallavolo non è mai “passata di moda”. Passiamo ora alla nota dolente sugli gli impianti sportivi. Io parlo sempre tenendo conto dell’esperienza che ho alle spalle. Ogni volta che facevamo delle trasferte, parlo al passato perché ormai non ci faccio più caso, ci capitava di andare in impianti magari anche piccoli, ma fatti su misura per la pallavolo e per il basket perché come spesso accade questi due sport condividono lo stesso campo. Il nostro impianto comunale  nato come palazzetto per la pallavolo sembra che con la pallavolo non abbia molto a che fare, iniziando dalla pavimentazione inadeguata che per le atlete è fautrice di infortuni e graffi fino ad arrivare all’impianto di riscaldamento, completamente assente. Sicuramente si poteva fare di meglio.
- Un commento sul campionato appena terminato…
Quello appena disputato è stato un nuovo inizio. La voglia di ricominciare a ricostruire una squadra e quindi con vecchie giocatrici e nuovi innesti abbiamo fatto, a mio parere, un buon campionato di II divisione, ci siamo classificate al terzo posto, sicuramente potevamo fare di più, ma tenga conto che una squadra ha bisogno di “diventare squadra” anche da un punto di vista prettamente umano, per cui credo che il risultato raggiunto abbia soddisfatto tutte. La voglia di crescere c’è e l’opportunità di farlo ci sarà sicuramente nella prossima stagione sportiva.
- Conosce Stefania Sansonna? Si sente per telefono? Un giudizio…
Si conosco Stefania, ho avuto la fortuna anche di giocare e allenarmi con lei, purtroppo non abbiamo nessun contatto. Stefania è semplicemente straordinaria! Lei è il sogno di tutte noi pallavoliste che si è concretizzato.
- Sosteniamo la candidatura della Sansonna in Nazionale ?
Comincio a preparare le valigie per vederla indossare la maglia azzurra è al top della forma.
- Ci leggono in pochi… come sono il presidente Casamassima e l’allenatore Verderosa?
Anche se ci leggessero in tanti il mio giudizio su di loro non cambierebbe : bocciati ! Scherzo, sia il presidente Casamassima che l’allenatore Verderosa sono due persone davvero in gamba. Si può dire che io sono cresciuta con loro per cui il mio rapporto con loro è sia “professionale” ma anche di profondo affetto e amicizia. Ambedue sono i promotori della pallavolo a Canosa che  hanno permesso a molte atlete/i di poter praticare questo sport. Io atleticamente parlando sono il frutto dell’allenatore Verderosa che sin da piccola ha curato la mia preparazione fisica e tecnica.
- Il tempo libero: discoteca,pub, cinema…A Canosa o fuori città?:
Di tempo libero ne ho poco, oggi lo riempio con questo nuovo sport il tennis, comunque la sera uscendo frequento il cinema fuori paese perché Canosa ne è sprovvisto, e locali vari anche fuori della nostra città per cambiare un po’.
Facendo prevenzione, informando i giovani dei pericoli sull’abuso di alcol e quant’altro di stupefacente prima di mettersi alla guida, dopo aver trascorso delle ore in birreria, in discoteca, può dare un consiglio.
Io non faccio parte di una generazione molto lontana da quella attuale, anagraficamente parlando, purtroppo  mi rendo conto che molti ragazzi oggi agiscono inconsapevoli dei pericoli che corrono. Troppa poca informazione, troppa superficialità nelle bravate e soprattutto troppa voglia di colmare la noia porta sempre più i ragazzi a rifugiarsi  nell’alcool, nelle droghe nei  “momenti di svago”. In linea generale io direi che non si dovrebbe fare uso di sostanze, non solo prima di mettersi alla guida, è chiaro che mettersi alla guida con sensazioni e percezioni alterate è pericoloso per se stessi e per gli altri. Io vorrei dire ai ragazzi  di valorizzare il dono della vita, di non sprecarlo, c’è gente a cui purtroppo la vita ha negato il diritto di vivere serenamente e in salute, per cui chi ha la fortuna di star bene non si rovinasse con le droghe e alcool. Non è l’occasionalità che scagiona dal rischio di entrare in un vicolo cieco. Spero che i ragazzi  coltivino più le loro passioni, magari con la  musica, lo sport, etc.. perché secondo me ritrovare se stessi in attività genuine è la vera battaglia contro la tentazione di rifugiarsi nelle droghe o nell’alcool.
 - Vasco o Liga? Sud Sound System o Negramaro? Sei Ore Dopo o Mai Personal Mood?
Ligabue, Negramaro . Sei Ore Dopo e Mai Personal Mood, le due giovani band canosine sono brave e meritano davvero tanto .
- Film e attore preferiti?
Amo molto il cinema per cui è difficile dire in assoluto un film o un attore preferito allora farò così dirò il primo, tra i film che più amo,  mi viene in mente “Vento di passione”. L’ attore preferito Marlon Brando. Ma ce ne sono tanti altri.
- Progetti per il futuro…
Ho migliaia  di progetti futuri, iniziando dalla sfera lavorativa e quindi la mia carriera continuando su quella affettiva con la costruzione di una mia famiglia. Poi chissà magari si potrà ancora investire sulla pallavolo magari come allenatrice.
- Il motto preferito:
La ricompensa per una cosa ben fatta è averla fatta. (Emerson)
- Eventuali ringraziamenti…
In generale  ringrazio tutte le persone, la mia famiglia, i miei amici , tutti coloro che hanno contribuito alla mia crescita, che mi hanno sostenuto e che volendo hanno fatto di me la persona che sono oggi.
Grazie per la chiacchierata e in bocca al lupo per il futuro! Grazie a voi del Portale per avermi interpellata a parlare della pallavolo, uno sport minore che deve essere valorizzato specialmente tra i ragazzi  ma sempre bello per i grandi in vista dell’estate. Bartolo Carbone