Aspettando il Certamen Horatianum, alla riscoperta dei percorsi oraziani.

VENOSA 1 MAGGIO 2011. PASSEGGIATA NEL CENTRO STORICO ALLA CONOSCENZA DI ORAZIO, ASPETTANDO IL CERTAMEN ORAZIANO.
Venosa.
In occasione del 25° Certamen Oraziano, il C.I.F. ( Centro Italiano Femminile ) con la ProLoco Venusia ha organizzato per il 1° maggio . una “ passeggiata nel centro storico di Venosa alla conoscenza di Orazio” , aspettando il Certamen Horatianum che si terrà dal 6 al 8 maggio prossimo.
La passeggiata ripercorre le tappe segnate dalle targhe del “ percorso oraziano” , che dall’estate 2006 è stato realizzato dall’Amministrazione Comunale nel cuore del centro storico di Venosa, su progetto redatto da un gruppo di lavoro misto costituito dall’arch. Elisabetta Pescuma, progettista, dall’arch. Mauro Pellegrino e dal geom. Matteo Ionata, collaboratori tecnici e dal prof. Antonio Vaccaro, consulente culturale.
Il percorso è diventato un’ occasione di riqualificazione urbana, attraverso puntuali, ma significativi interventi distinti nei seguenti luoghi: FONTANA ANGIOINA; PIAZZA UMBERTO I;VIA VITTORIO EMANUELE e VIA FRUSCI; PIAZZA ORAZIO.
In quei luoghi infatti è stato inserito il percorso oraziano, formato da sei targhe con propria illuminazione, riproducenti citazioni oraziane.
La passeggiata del 1° maggio inizia proprio dalla fontana Angioina alle ore 9:00, con la lettura delle epigrafi da parte della dott.ssa Elisabetta Perillo, nella consapevolezza che la lettura empatica di queste targhe fa emergere l’insegnamento di Orazio come sempre vivo, con il suo grande esempio di vita e di cultura.
Si prosegue fino ad arrivare alla “ casa di Orazio “ , dove la dott.ssa Sonia Mollica proietterà un viaggio interattivo dedicato al grande poeta, con l’assistenza delle guide turistiche “ La Quadriga” .
In conclusione i saluti del Sindaco di Venosa, Bruno Tamburriello e dei Presidenti della ProLoco Venusia, Michele Duino e del CIF, D.ssa Teresa Alamprese. 

al via il progetto Frutta nelle scuole

Al via il progetto “Frutta nelle scuole”
Alcune scuole di Canosa hanno aderito all’iniziativa denominata “Frutta nelle scuole”, promosso dal Settore Attività Produttive del Comune di Canosa. Un programma comunitario finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata, nella fase in cui si formano le loro abitudini alimentari. L’Amministrazione comunale sensibile al tema della qualità dell’alimentazione e all’incentivazione del consumo dei prodotti della terra e dei suoi derivati, soprattutto quando è rivolta ai bambini, ha invitato le scuole presenti nel territorio comunale ad aderire a questo interessante programma, anche in considerazione della peculiarità agricola del nostro territorio. Il problema dell’obesità e del sovrappeso nei bambini sta acquisendo un’importanza crescente in Italia, sia per le implicazioni dirette sulla salute del bambino sia perché l’obesità infantile rappresenta un fattore predittivo di obesità nell’età adulta. L’obiettivo comune è quello quindi di guidare i bambini verso un’alimentazione sana, fatta appunto di frutta e verdura. Da qui la necessità di attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari ed una nutrizione maggiormente equilibrata. I vari momenti di questo percorso di educazione alimentare, ha visto la grande partecipazione dei bambini che hanno colto l’iniziativa con gioia ed entusiasmo.
Nelle scuole sono stati distribuiti prodotti ortofrutticoli di qualità certificati (DOP, IGP e biologici) offerti ai bambini in confezioni singole, così da poter essere mangiati subito, garantendo le regole igienico-sanitarie. Sono state distribuite anche macedonie, centrifughe e spremute, preparate sul momento e senza aggiunta di zuccheri. Ieri, invece 28 aprile, all’interno del 3° Circolo Mauro Carella, è stato organizzata la giornata dedicata al pane e pomodoro con l’allestimento di lunghi tavoli dove sono state preparate ed offerte appunto fette di pane casereccio, condite con pomodoro e olio di oliva del territorio. Alla manifestazione sono intervenuti l’assessore all’Agricoltura, Nunzio Pinnelli, la dirigente delle Attività produttive del Comune, Rosanna Asselta, e la dirigente scolastica Amalia Balducci.
Questa iniziativa non significa solo frutta e verdura come sana alimentazione a merenda – dichiara Nunzio Pinnelli, assessore all’Agricoltura - ma anche frutta e verdura dei nostri agricoltori. Bisogna essere particolarmente orgogliosi, di fare cultura alimentare nelle scuole con frutta e verdura,  perché consentiamo ai ragazzi di conoscere la bontà dei cibi e la filiera che li produce, che è di altissimo livello e di grande garanzia per i consumatori. La nostra è un’agricoltura che ci viene tramandata dai nostri avi e, nel corso degli anni, si è sempre evoluta e perfezionata con la massima attenzione sull’utilizzo dei fitofarmaci producendo dei prodotti sempre genuini”.
Abbiamo aderito a questo progetto – ha dichiarato Amalia Balducci -, promosso dal settore Attività produttive del Comune di Canosa, e lo abbiamo contestualizzato rispetto al Piano dell’offerta formativa di Circolo, che prevede interventi specifici di educazione alimentare. Questo percorso si concluderà con la realizzazione di uno speciale ricettario realizzato in collaborazione con le mamme degli alunni che hanno seguito questo itinerario, partecipando come alunne ai percorsi di apprendimento, perché l’obiettivo prioritario è quello di modificare le abitudini alimentari delle famiglie dell’utenza scolastica”.Ufficio stampa
sabrina vescia
tel. 0883.610 206, cell. 329 6181071, fax 0883.66 10 05
sito ufficiale del Comune: www.comune.canosa.bt.it

Grosseto 1-4 maggio 2011.Premio nazionale Giorgio Gaber, anche una rappresentativa dal Liceo Classico di Venosa.

VENOSA. 1 MAGGIO 2011. DA ORAZIO A GABER. UNA RAPPRESENTATIVA SCOLASTICA DEL LICEO CLASSICO DI VENOSA CON LO SPETTACOLO”VIVA L’ITALIA” PARTECIPA AL PREMIO NAZIONALE GIORGIO GABER DI GROSSETO.

Domenica primo Maggio un gruppo di ragazzi del Liceo classico Q Orazio Flacco di Venosa partirà alla volta di Arcidosso, nei pressi di Grosseto, per partecipare alla seconda edizione del Premio nazionale “Giorgio Gaber per nuove generazioni.” Gli alunni dell’istituto venosino sono stati infatti selezionati per rappresentare, il due di Maggio alle ore 14, il loro spettacolo intitolato “Viva l’Italia”. Lo spettacolo racconta, attraverso brani tratti da Pasolini, Manzoni e Swift, attraverso canzoni di Gaber e di De André, e monologhi inediti, gli ultimi cinquant’anni di storia del nostro paese. “È stata un’esperienza pedagogica straordinaria”, ha detto il prof. Miranda che ha coordinato il progetto, “sia per l’intrinseca valenza culturale dei testi e dei temi affrontati, sia per la ricaduta dell’iniziativa sul piano formativo. I ragazzi hanno fatto immediatamente loro il motto gaberiano secondo cui la libertà è partecipazione e sono riusciti a montare, in tempo record, uno spettacolo che, in virtù del suo statuto formale sperimentale, evidenzia le qualità creative di queste giovani intelligenze non omologate.” Il premio Gaber, organizzato dal Teatro Stabile di Grosseto, con il prestigioso patrocinio della “fondazione Gaber”, ospiterà quest’anno 46 istituti provenienti da tutte le regioni d’Italia, e coinvolgerà complessivamente ben 3000 ragazzi. E questo dato è tanto più significativo in quanto il premio, che si rivolge esclusivamente alle scuole, “non persegue”, così recita il regolamento, “l’insensato intento di creare aspiranti attori in erba, quanto quello di stimolare la capacità critica e creativa dei giovani.” Si tratta, dunque, di un meritorio tentativo di creare una sinergia reale tra le istituzioni culturali e la scuola. “Far conoscere l’opera di Gaber alle nuove generazioni”, ha commentato il prof. Miranda, “mi sembra un dovere ineludibile. Gaber, infatti, non è stato soltanto il grande artista che tutti conoscono, ma anche, probabilmente, l’ultima voce critica di una intellettualità, quella italiana, paga di riti autocelebrativi e sempre più distante dal sociale e dal mondo giovanile. Smettiamola di far finta di essere sani e guardiamo in faccia la realtà. Gaber ci ha insegnato questo: ci ha insegnato a coniugare la lucidità del disincanto con la speranza utopica, il pessimismo dell’intelligenza con l’ottimismo della volontà.” La rappresentativa del Liceo Classico, composta da 34 alunni da diverse classi, sarà supportata dall’associazione culturale “il Dubbio”, composta da ex alunni del Liceo Classico di Venosa, che fornirà il suo contributo tecnico.
Facciamo dunque gli auguri alla manifestazione, che si svolgerà nel periodo compreso tra il primo e il 14 Maggio, e ai ragazzi del liceo venosino, la cui performance potrà essere seguita in diretta via Web, collegandosi col sito www.premiogaber.it.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae il prof. Ernesto Miranda con alcuni alunni protagonisti del premio Gaber ed ex alunni dell’associazione culturale Il Dubbio.

Presentazione I maggio musicale a Canosa

NUOVA LINFA VITALE MUSICALE AL FESTIVAL INDOOR DEL I MAGGIO A CANOSA .
Senza l'arte l'uomo resterebbe ampiamente cieco a se stesso, al proprio mondo interiore. La musica tra tutte le arti esalta l'armonia universale e suscita la fraternità dei sentimenti al di là di tutte le frontiere: essa per la sua natura può far risuonare interiori armonie, solleva intense e profonde emozioni, esercita un potente influsso con il nuovo incanto. La musica è uno strumento di vera fraternità, aiutando a superare discriminazioni e frontiere. Significativi i concetti espressi dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II che amava tutta la musica: dalla barocca di Alessandro Scarlatti alla classica di Johann Sebastian Bach, non disdegnava il melodramma ed era interessato alle composizioni dei pianisti Erik Satie e Benjamin Britten ma il suo preferito era il pianista jazz Bill Evans. Inoltre era convinto ammiratore dei Beatles ed era solito canticchiare “Romagna mia”, come ha dichiarato in un’intervista il regista Patrizio Ranieri Ciu :«era una persona straordinariamente interessante. E divenne il grande comunicatore che conosciamo proprio perché seppe far tesoro delle sue passioni e delle sue esperienze giovanili: teatro, musica e poesia innanzi tutto». Nel giorno della Beatificazione del pontefice carismatico, innovatore, moderno e vicino ai giovani, in molte città d’Italia si suonerà musica dal vivo come proponeva Giovanni Paolo II che amava ascoltare musica e parlarne ai giovani. A Canosa di Puglia (BT) si celebrerà il Festival “Nuova Linfa Vitale Musicale”, in versione indoor, l’evento tanto atteso dai giovani per l’opportunità di vedere in un solo giorno e gratuitamente le band emergenti del panorama musicale italiano. Sono state annunciate le esibizioni live di : Technida Project, Jamala Band, Big Tramp, Gina…Va In Loop, Gordon Tree, Downsiders. Le vere novità della sesta edizione della kermesse musicale saranno le degustazioni eno-gastronomiche che inizieranno alle ore 8,30 con le prime colazioni culturali alla pasta al forno , al pane mozzarella e pomodoro, distribuite nell’arco della giornata dal menù squisito, bagnato dal buon vino delle nostre terre, e dal programma musicale allettante. Si passerà dal classic rock al demential rock, dal metal al reggae, dal Supertramp Tribute ai dj set sempre eclettici e travolgenti, incontrando gli artisti e i musicisti negli intervalli di tempo. Il festival si prefigge di dar voce alla nuova linfa vitale delle innovative realtà musicali della zona a cavallo tra le regioni della Puglia, Basilicata e Campania che annovera ormai un folto numero di band di notevole spessore in via di affermazione. Gli organizzatori dell’Internet Rock Cafè di Canosa, entusiasti per la cospicua affluenza di pubblico degli anni scorsi, non esitano a rivelare che ci sarà da divertirsi anche il prossimo I maggio all’insegna della no stop music live, food & drink, del piacere dello stare insieme assaporando le atmosfere che caratterizzano gli happening culturali e aggregativi. Musica ed eno-gastronomia per favorire l’aggregazione sociale giovanile e la crescita culturale a Canosa e dintorni. Per lo scrittore francese Marcel Proust la musica è «l’esempio unico di ciò che si sarebbe potuta dire, se non ci fosse stata l’invenzione del linguaggio, la formazione delle parole, l’analisi delle idee, la comunicazione delle anime» che nel I maggio si arricchiranno di nuova linfa vitale. Bartolo Carbone 

Ventola scrive a Giannatempo x Pulizia Ponte Romano

Pulizia del Ponte romano: Ventola scrive a Giannatempo

Il sindaco del Comune di Canosa, Francesco Ventola, ha scritto una lettera al primo cittadino di Cerignola, Antonio Giannatempo, affinché, in sinergia tra i due Comuni, si intervenga per ripulire e riqualificare la zona adiacente la zona nei pressi del Ponte Romano.
Un provvedimento al quale i due Comuni stanno lavorando in seguito alla segnalazione di Francesco Martiradonna, responsabile legale dell’Organizzazione Naturalista Federiciana “Verde di Protezione civile ambientale nazionale” di Andria (con sede in viale Gramsci, presso la Villa comunale).

Una ronda dell’Organizzazione naturalista ha svolto – si legge nella e-mail, documentata da materiale fotografico – dei sopralluoghi lungo il corso del fiume Ofanto e ha constatato l’esistenza di alcune scritte sul parapetto del Ponte romano e soprattutto la presenza di materiali pericolosi (tra cui, eternit e materiali di risulta edilizia) sul versante che appartiene al Comune di Cerignola e alla Provincia di Foggia, seppur di gran lunga più vicino al comune del Nord Barese che a quello foggiano.

Il sindaco Ventola ha affidato agli Uffici del Comune di Canosa la pulizia delle scritte con cui è stato imbrattato il parapetto del Ponte, certo che il Comune di Cerignola assicurerà lo sgombro di materiali pericolosi e di risulta, affinché si provveda alla pulizia dei luoghi vicini allo storico monumento. A tale, imminente necessità, sarà aggiunta una più costante attività di vigilanza per prevenire tali situazioni ed intervenire tempestivamente quando risulti necessario.
Ufficio stampa
francesca lombardi
tel. 0883.610 206, cell. 347.6325951, fax 0883.66 10 05
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In occasione XXV Certamen Horatianum, Inaugurazione mostra bibliografica su Luigi Tansillo V centenario della morte

VENOSA. 30 APRILE 2011. CASTELLO PIRRO DEL BALZO. IN OCCASIONE DEL XXV CERTAMEN HORATIANUM INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA BIBLIOGRAFICA SU LUIGI TANSILLO.
Venosa.L’Amministrazione Comunale di Venosa di concerto con il Liceo Classico Q. Orazio Flacco di Venosa/Lavello e il Ministero per i Beni e Attività Culturali, nell’ambito delle manifestazioni per il V centenario della nascita di Luigi Tansillo (1510 – 2010) ha promosso una esposizione di libri antichi, di manoscritti e di materiale cartografico [dal XVI al XX sec.], appartenenti alla Biblioteca Civica Rocco Briscese e a collezionisti privati. Il periodo di esposizione coincide con la ricorrenza di un altro importante evento, il CERTAMEN HORATIANVM, giunto alla sua XXV edizione.La Biblioteca Civica “Mons. Rocco Briscese”, specchio e memoria della cultura cittadina,si apre nuovamente al pubblico con preziosi documenti bibliografici e manoscritti. La rassegna, articolata in due sezioni, Testi a stampa e Manoscritti, si presta a una lettura ordinata cronologicamente, benché non rigida. La prima sezione si apre con una carta geografica che descrive il contesto storico-geografico nel quale il poeta ha operato e alcuni ritratti del poeta [incisioni e antiche biografie]. Seguono le opere dal Tansillo giovane e “licenzioso” al maturo e “pentito”; dal poeta didascalico al giocoso/satirico e lirico. Un posto a sé occupa il Capitolo per la liberazione di Venosa dagli alloggiamenti spagnoli, affrancamento ottenuto nel 1551 per intercessione del poeta presso il Viceré di Napoli, don Pedro de Toledo, del quale era “continuo”. Nella lettera di intercessione, di circa trecentocinquanta versi, il Tansillo, nel manifestare il suo orgoglio per il proprio luogo di nascita [Venosa e l’ascendenza nolana], a lungo trascurata dagli editori, ne esalta il passato illustre. Enfatizza la propensione dei suoi concittadini a verseggiare e risponde concretamente a quanti lo accusavano di disinteressarsi delle sorti del paese natale. La seconda sezione presenta, accanto a una serie di testi manoscritti, in parte inediti, relativi alla figura e all’opera del poeta venosino, un insieme di materiale, manoscritto e a stampa, che testimonia il rapporto intercorso, nel periodo considerato, fra l’opera del Tansillo [o la sua memoria] e gli studiosi che hanno operato nel contesto locale. L’attenzione all’editoria del XX secolo nasce dalla scelta di valorizzare alcune figure di editori meridionali che, nell’ambito della loro attività, hanno voluto coraggiosamente riprendere le opere del poeta venosino.
Le schede descrittive si presentano in formato essenziale, orientate ai dati fisici, con brevi cenni bio-bibliografici degli autori, e con le indicazioni delle parti in cui il è riportato il nome poeta.
La mostra, che sarà inaugurata dopo le 18 di sabato 30 aprile nel castello di Venosa,è stata curata dal dott. Ezio M. Lavoràno, Responsabile dell’Area Turismo e Cultura del Comune di Venosa e dal dott. Carmine Cervellino, collezionista. Interverranno il Sindaco di Venosa, Avv.Bruno Tamburriello, il dott. Antonio De Siena, Soprintendente per i Beni Archeologici della Basilicata, il prof. Mario Lasala, dirigente scolastico Liceo Classico di Venosa/Lavello. Presenterà il dott. Franco Sabia, direttore biblioteca nazionale di Potenza. Modera il giornalista dott. Giuseppe Orlando. La mostra sarà aperta al pubblico dal 30 aprile all’8 maggio.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae il logo inaugurazione mostra su Luigi Tansillo.

Melfi. verso le Comunali, Luigi Caselle sostiene la lista: Insieme per la città, candidata Sindaco Mina Sassone

MELFI.  VERSO LE ELEZIONI COMUNALI. LUIGI CASELLE SCENDE IN CAMPO CON LA LISTA INSIEME PER LA CITTA’. IL SUO MOTTO E’: IL servizio agli altri:  il vero ‘potere’.
Melfi.Luigi Caselle nato a melfi 30 anni fa, candidato nella lista insieme per la città che supporta Mina Sassone sindaco. Laureato in ingegneria meccanica ha partecipato sin da giovane alle attività commerciali di famiglia. Dopo la laurea ha lavorato 4 anni  in una azienda che produce prodotti termoplastici ricoprendo diversi ruoli di responsabilità. Da circa 1 anno esercita la libera professione concentrando maggiormente l’attenzione sulle energie alternative, il  risparmio energetico e la formazione. È iscritto all’ AIF- Associazione Italiana Formatori-come docente per la sicurezza e segue ragazzi nella  preparazione scolastica. Avvicinato, lo scorso 28 aprile, ha spiegato i motivi della sua candidatura: ‘’La mia candidatura nasce spontaneamente da una naturale evoluzione della mia vocazione al servizio maturata in circa 22 anni di scoutismo.  In questi anni , prima da ragazzo ed ora come capo ho avuto modo di comprendere a pieno quanto sia importante partire dall’educazione e dalla formazione del ‘buon cittadino’ facendo propri i sani valori che il movimento scout propone. Dedicare parte della vita al prossimo ricevendo in cambio la gratitudine e la soddisfazione di aver fatto del bene  vale piu’ di ogni altro compenso. Ho deciso pertanto di mettere  a disposizione della mia città, il mio tempo, le mie competenze e la mia voglia di lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato. Parte del programma amministrativo 2011-2016 è dedicata alla sostenibilità ambientale ed economica della città ed è proprio in questo ambito che ho avuto modo di partecipare attivamente alla stesura dello stesso proponendo iniziative, che dopo essere stata valutate come fattibili, insieme agli altri componenti del gruppo , sono diventate progetti concreti. Penso che in questi ultimi anni l’amministrazione abbia fatto tanto per la città , tanto potrà ancora fare  ma una cosa è certa, riprendendo lo slogan della nostra campagna elettorale, bisogna RIPARTIRE INSIEME mettendo da parte  polemiche o pregiudizi puntando al raggiungimento di obiettivi comuni e condivisi. Si dice che per fare bene le cose bisogna prima conoscerle. La mia attenzione sarà rivolta soprattutto a ragazzi under 35 dei quali conosco e condivido problematiche e desideri, difficoltà e speranze, delusioni e aspettative ma il mio impegno sarà  comunque al servizio  di tutti i miei concittadini”.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae Luigi Caselle.

sagra dei prodotti tipici canosini che si terrà domenica 8 maggio

Sagra dei prodotti tipici canosini: domenica 8 maggio a Canosa

I prodotti tipici locali, come vino, olio extra vergine d’oliva, salumi, taralli, pane, prodotti da forno ed altri prodotti caseari, saranno i protagonisti dell’undicesima edizione della “Sagra dei prodotti tipici canosini” che si svolgerà domenica 8 maggio a Canosa, in Piazza Vittorio Veneto. Le degustazioni saranno allestite sugli stand nella centralissima piazza a partire dalle ore 10.00.
Organizzata dall’associazione “Insieme per l’agricoltura” e patrocinata dal Comune di Canosa – Assessorato all’Agricoltura, la manifestazione si svolge in occasione della festa religiosa delle primizie in onore della Madonna della Fonte, che secondo la tradizione è la protettrice degli agricoltori. “Si tratta di una tradizione antica che è stata ripresa da monsignor Felice Bacco, parroco della Cattedrale San Sabino, che, insieme agli agricoltori, ha dato il la a questa bella manifestazione, che è ormai diventata un appuntamento fisso: infatti questa domenica è dedicata alla nostra Madre Santa”, ha dichiarato Nunzio Pinnelli, assessore all’Agricoltura.

Questo il programma dettagliato della manifestazione:

Ore 10.00 Apertura manifestazione

Ore 10.00 – 22.00 Esposizione e degustazione dei prodotti tipici

Ore 10.00 – 22.00 Mostra mercato AgriArte III edizione – esposizione opere degli artisti partecipanti.

Ore 10.00 – 18.00 Estemporanea d’arte AgriArte III edizione: “Canosa promotrice dei suoi prodotti tipici nell’Italia dei 150 anni”

Ore 10.30 – 13.00 Passeggiate su cavalli, carri e carrozze a cura dell’Associazione equestre “I Cavalieri di Boemondo”

Ore 11.30 Inaugurazione della manifestazione religiosa con la presenza delle autorità

Ore 12.00 Presentazione del concorso artistico in estemporanea AgriArte III edizione

Ore 17.30 – 19.30 Passeggiate su cavalli, carri e carrozze a cura dall’Associazione equestre “I Cavalieri di Boemondo”

Ore 19.00 SS. Messa celebrata nella Cattedrale di San Sabino, offerta delle “Primizie”, atto di affidamento della città alla B.V. della fonte

Ore 20.00 Processione religiosa della Beata Vergine della Fonte con sosta presso il luogo della Sagra

Ore 20.45 Spettacolo con cavalli in alta Scuola

Ore 21.15 Premiazione Concorso Artistico in estemporanea AgriArte III edizione.

Ufficio stampa
sabrina vescia
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In scena i promessi Sposi in versione dialettale a cura delle associazioni Arcadia e pro-loco.

 RIONERO IN VULTURE. 30 APRILE 2011. CENTRO SOCIALE. IN OCCASIONE DEL BICENTENARIO DELLA NASCITA DEL COMUNE. A CURA DELLE ASSOCIAZIONI ARCADIA E PRO-LOCO IN SCENA “I promessi Sposi” RIVISITATO IN VERSIONE DIALETTALE.
Rionero in Vulture.
L’Associazione Arcadia e la Pro-Loco di Rionero in Vulture, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Rionero in Vulture, in occasione del bicentenario della nascita del Comune di Rionero in Vulture, hanno deciso di portare in scena lo spettacolo teatrale “I promessi Sposi” tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro Manzoni rivisitato in versione dialettale dal regista Cristian Strazza.
In occasione del Bicentenario della nascita del Comune di Rionero in Vulture, nell’anno in cui ricorrono anche i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, quale miglior spettacolo portare in scena se non “I promessi Sposi” considerato il primo romanzo moderno nella storia di tutta della letteratura italiana?
Da ricordare anche la vicinanza storica del romanzo con il nostro territorio: il Cardinale Borromeo, reso famoso dal Manzoni che ne parla nei suoi Promessi Sposi, è stato un personaggio importante della nostra storia infatti a lui, nel 1591, fu affidata la Commenda della Badia di San Michele a Monticchio Laghi. Grazie a lui, e ai consigli di San Filippo Neri, la Badia riprese nuovo vigore e attuò il passaggio da Badia Francescana a Convento dei Frati Cappuccini.
Lo spettacolo sapientemente saprà unire le due importanti manifestazioni.
L’evento si terrà nel Centro Sociale di Rionero in Vulture il 30 Aprile a partire dalle 20:30 e vedrà la partecipazione di 18 attori.
Come nel romanzo manzoniano si ripercorreranno le vicissitudini di Renzino e Lucietta il cui matrimonio è osteggiato dal perfido Don Rodrigo che minaccia il curato di morte nel caso celebrasse il matrimonio.
Riusciranno i due ragazzi a maritarsi?
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae la locandina dello spettacolo.

si rinnova la Retna (cavalcata degli angeli) in onore della madonna dell'incoronata.

MASCHITO 30 APRILE 2011. SI RINNOVA LA RAPPRESENTAZIONE DELLA RETNA O CAVALCATA DEGLI ANGELI IN ONORE DELLA MADONNA DELL’INCORONATA.
Maschito.
Si rinnova, nell’ultimo sabato del mese di aprile, nel centro arbereshe una tradizione, che si tramanda da generazioni, la rappresentazione della Retna o Cavalcata degli Angeli.
La Cavalcata degli Angeli è la rievocazione dell’Apparizione della Vergine Incoronata al Conte di Ariano e al povero Strazzacappa avvenuta nel 1001 a Foggia, a cui la comunità maschitana è molto devota. Protagonisti di questo particolare corteo sono i bambini, che in costume personificano la Madonna Incoronata, San Michele, gli angeli, San Pio e i pastori.
Un tempo montavano su cavalli e muli ornati di lustrini e sonagliere, oggi i piccoli figuranti, li troviamo su cavalli e carri ricchi di elementi scenici, a raffigurare e narrare attraverso scene appropriatamente allestite l’Apparizione della Madonna Incoronata al pastore. San Michele Arcangelo mentre calpesta il demonio e momenti di vita quotidiana che hanno visto l’intercessione di Maria con un miracolo.
La sfilata prende avviò alla periferia del paese e percorrendo le vie cittadine, si conclude, dopo aver compiuto tre giri sul sagrato della chiesa del Caroseno (all’interno di questa chiesa è conservato un bellissimo affresco della Madonna del Caroseno datato 1500), con la benedizione del parroco. Per tutta la durata della processione i fedeli intonano un antico canto popolare ( cantato anche in albanese) che inneggia alla Madonna e racconta della notte dell’ultimo sabato di aprile del 1001, quando la Madre di Dio chiese al conte di Ariano e al pastore Strazzacappa, la costruzione di una chiesa a lei dedicata, proprio nel luogo dell’apparizione.
La Retna - Cavalcata degli Angeli, presenta tutte le peculiarità di una devozione solida, delle cui origini s’è persa la memoria, verso la Madonna dell’ Incoronata.
Vivo il ricordo dei più anziani, quando partivano a piedi o a cavallo di piccoli carretti, di notte o anche il giorno prima, per raggiungere il Santuario di Foggia, nel giorno in cui si ricorda l’apparizione della Vergine.
La Cavalcata ha segnato il suo successo per la qualità e l’attenzione ai particolari di quanti sono impegnati nell’allestimento dei carri e con la regia del Comitato Festa dell’Immacolata, impegnato nel conservare e trasmettere un culto che affonda le sue radici nella più profonda devozione dei maschitani verso la figura della Vergine Maria.
“E’ viva-riferisce Eliana Clingo-, infatti, la consapevolezza degli abitanti del centro arbereshe, di portare avanti negli anni, in modo quasi immutato, questo che per loro è il legame con il passato.
Preservare e incoraggiare manifestazioni di questo tipo sono soprattutto un modo per difendere la cultura di una minoranza linguistica che in tutta la regione è rappresentata da cinque Comuni e per difendere manifestazioni che risalgono ad epoche antiche”.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae un momento della passata edizione.

torneo Champions a 5 organizzato dall'associazione sportiva D.E.B.A.L.

VENOSA. “CHAMPIONS A 5” IN FASE DI PROGETTAZIONE IL QUARTO TORNEO DI CALCIO A 5 LEALTA’ E AMICIZIA NELLO SPORT ORGANIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE D.E.B.A.L. SPORT.
VENOSA – Qualcosa comincia a muoversi per la quarta edizione del torneo “CHAMPIONS A 5” ; infatti nei giorni scorsi i soci della D.E.B.AL. SPORT si sono incontrati nella loro sede per gettare le basi sul prossimo torneo che avrà anche quest’anno l’obiettivo di raggiungere lo scopo della “lealtà e amicizia nello sport”.
Al termine della riunione siamo riusciti a rintracciare il presidente della D.E.B.AL. Domenico Martone, al quale abbiamo chiesto qualche indicazione sul torneo che comincia a prendere forma: “ Nella riunione abbiamo cominciato a preparare il prossimo torneo che dovrebbe cominciare il 20 giugno e terminare il 16 luglio. Quest’anno ci saranno diverse novità rispetto alle precedenti edizioni; la prima riguarda senza dubbio la quota d’iscrizione che, per le società già iscritte presso la FIGC, prevede uno sconto. Un’altra novità è l’aumento del numero di soci della D.E.B.AL. , aumento che ci permetterà una maggiore organizzazione nei dettagli. Infine anche noi quest’anno, durante la manifestazione, festeggeremo il centocinquantesimo dell’unità d’Italia, anche se non possiamo ancora svelare in che modo”.
Nel frattempo chiunque voglia avere informazioni sul torneo può già recarsi presso la sede della D.E.B.AL. SPORT in Via De Luca, 7 a Venosa.
Lorenzo Zolfo

Auguri alla famiglia Tucciariello per il Battesimo di Donato Antonio.

Ginestra 24 aprile 2011. Pasqua di Resurrezione per la famiglia Tucciariello. Donato Antonio, di Loredana e Giuseppe, ha ricevuto il Sacramento del Battesimo nella chiesa madre di San Nicola Vescovo.

straripamento del fiume Ofanto.

Straripamento del fiume Ofanto: ancora nessuna risposta da parte della Regione Puglia

Il Comune di Canosa di Puglia ha chiesto alcuni mesi fa lo stato di calamità naturale perché le abbondanti piogge hanno provocato la rottura degli argini del fiume Ofanto e si sono verificati notevoli danni alle colture limitrofe. Nunzio Pinnelli, assessore all’Agricoltura del Comune di Canosa, aveva chiesto sia alla Regione Puglia, che all’Autorità di Bacino della Puglia e all’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Bari e di Barletta, lo stato di calamità naturale, la messa in sicurezza del fiume ed un incontro urgente con il presidente della Regione, Nichy Vendola, per trovare soluzioni definitive per evitare il fenomeno sempre più frequente della rottura degli argini del fiume Ofanto a seguito delle abbondanti piogge alluvionali. In data odierna però non è ancora pervenuta nessuna risposta da parte della Regione Puglia ed i danni causati dallo straripamento del fiume sono aumentati per le continue piogge che stanno ancora allagando i terreni. “ Come istituzioni abbiamo il dovere di dare delle risposte agli operatori del settore - afferma Nunzio Pinnelli – perché i danni sono aumentati e tra gli agricoltori cresce sempre di più la tensione tanto da esprimere la volontà di organizzare come accadde in passato, una protesta con i trattori verso la sede della Regione Puglia. I sindaci di Canosa, Cerignola, Barletta, San Ferdinando e Trinitapoli, avevano richiesto l’incontro con il Presidente della Regione Puglia, di cui possiamo capire gli impegni, ma essendo grave ed urgente il problema, rinnoviamo l’invito nella speranza di ottenere una soluzione definitiva. Sono stati effettuati tutti i sopraluoghi ed è stata segnalata la difficile situazione agli organi competenti, ora aspettiamo un riscontro speriamo celere”.
Ufficio stampa
sabrina vescia
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progetto alternanza scuola-lavoro, positiva esperienza di Noemi Maltempo dell'I.I.S.S. Battaglini

GINESTRA. 18- 27 APRILE 2011. ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO. POSITIVA ESPERIENZA AL COMUNE DI UNA STUDENTESSA DELL’IPSSC DI VENOSA NOEMI MALTEMPO.
Ginestra.
Per una settimana, dal 18 al 27 aprile, un’alunna dell’IPSSC di Venosa, Noemi Maltempo di Ginestra, frequentante la classe III A MOA ha svolto un’esperienza diretta a livello amministrativo-gestionale presso il Comune di Ginestra. Questa esperienza rientra nel progetto didattico alternanza Scuola-Lavoro che l’I.I.S.S. “Battaglini” sta promuovendo da alcuni anni, previsti dai nuovi ordinamenti di cui dd. P.R. n.87,88,89 del 2010. Da quest’anno per la prima volta sono stati impegnati gli alunni del terzo anno di studio.
Avvicinata la giovane studentessa Noemi Maltempo su quanto realizzato in questa settimana, un’altra settimana la svolgerà nel mese di giugno, ha riferito: “La mia esperienza in questo settore è stata un punto d’aiuto radicale che ha caratterizzato la mia conoscenza nel mondo del lavoro. È stata un’esperienza che porterò sempre con me, perché mi ha aiutato a capire nei minimi dettagli tutto ciò che riguarda il lavoro. Ringrazio la disponibilità e la gentilezza dei dipendenti del Comune di Ginestra per avermi spiegato tutto ciò che riguarda il lavoro di un’amministrazione comunale. Credo che aver lavorato in questo ambiente per ben 40 ore e poco più mi sia stato d’aiuto, non solo per aver acquisito nuove esperienze lavorative, ma anche nel socializzare con le persone, nel capire tutto ciò che riguarda un paese, nel capire le problematiche che ci potrebbero essere nel mondo del lavoro. Prima di iniziare questo stage, mi soffermo a riflettere su tutte le parole dette dalla maggior parte della gente, che considerano questo Comune un luogo dove si lavora poco e non si prende il lavoro con impegno, è un’assurdità, sono ben organizzati e il lavoro è svolto con molta serietà”.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae Noemi Maltempo mentre lavora al Comune di Ginestra.

Cinema e Risorgimento

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell?Unità d?Italia il Circolo Culturale Femminile di Palazzo San Gervasio con il patrocinio del Comune di Palazzo San Gervasio e dell'Istituzione Joseph and Mary AGOSTINE Memorial Library propone un ciclo di incontri dedicati alla storia risorgimentale .
Si tratterà di un percorso attraverso pellicole straordinarie, per imparare ad amare la storia attraverso immagini dal fascino irresistibile.
I film in rassegna saranno proiettati nella Sala Convegni della Biblioteca Comunale Joseph and Mary Agostine ogni venerdì, a partire dal 29 aprile, alle ore 17,30


Savino GIANNIZZARI

Coro della Desolata a Canosa di Puglia

IL CORO DELLA DESOLATA DI CANOSA DI PUGLIA. INTERVISTA ALLA CORISTA ANNA FIORAVANTE.
Nel gergario della Desolata sono tanti i termini e i nomi conosciuti, e spesso ripetuti nel percorso itinerante della processione che chiude i riti della Settimana Santa a Canosa di Puglia(BT). Angioletto,banda,crociatino,dolente,evangelico,Filius,Giuseppe Pasculli(1869-1939),hobby, inno,
Jacopone da Todi(1233-1306),laude, maestro Mimmo Masotina(83anni), nero,ottocento, portatori,quarantuno,rito della Via Crucis, Stabat Mater, simulacro, sudario, trafiggeva il petto, unigenito Figlio di Dio, vegliardo, velette, zelo ardente… passione devota e fede profonda che unisce da più generazioni tutti i partecipanti alla Processione della Desolata, la più suggestiva e sentita dai canosini. Negli ultimi anni è diventato l’evento più studiato, arricchito di ricerche, notizie, documenti, fotografie a colori e in bianco-nero, mostre che documentano il passato, la storia, la tradizione, la continuità nel presente, nell’attualità più cliccato, più registrato e commentato magnificamente dalla RAI e tantissime emittenti locali, per non parlare di You Tube che propone il festival dei video: il Coro della Desolata, Canosa di Puglia 23 aprile 2011. Religione e cultura, musica e costume, forme di culto ancora intatte nella loro fisionomia che affondano le radici nell’Ottocento e ancora più indietro nel tempo, coinvolgendo la folla dei fedeli commossi e attoniti al passaggio di un’ampio e lungo drappo nero umano, “il coro delle pie donne, patrimonio di devozione popolare” come sono state egregiamente definite dal maestro Peppino Di Nunno. Durante le cinque ore del passaggio del sacro corteo gli spettatori incuriositi e attratti, tra i quali molti stranieri, si sono posti tanti quesiti, chiosando su curiosità e aneddoti particolari spesso raccontati dalla nonna o dall’esperto vicino di gomito. Però, sono in molti a chiedersi il numero delle donne che formano il coro, alcuni hanno provato a contarle, altri hanno chiesto se hanno titoli specifici o frequentano corsi particolari per cantare l’Inno della Desolata, e perché no, l’età, chi sono e cosa fanno nella vita le coriste in nero, dal viso coperto dalla veletta nera di tulle rigido. A grande richiesta, al termine della processione, è stata intervistata una corista, che prima di dare il nome ha ribadito che risponde a nome del coro e che a rotazione devono essere ascoltate le altre perché tutte hanno contribuito degnamente all’esibizione corale, alle continue performance corali sempre precise e “strazianti” nella mattinata del sabato santo, tanto attesa dai fedeli di Canosa di Puglia(BT) e città limitrofe .
Presentazione di rito :
Mi chiamo Anna Fioravante, ho 39 anni, diplomata ragioniera, lavori e collaborazioni saltuarie in questi anni e da poco sono su Facebook anche per commentare l’Inno della Desolata con le altre amiche coriste. Quest’anno siamo state in 290 a cantare, tutte volontarie e motivate a far bene. Tutto sommato un bel numero, forse il più alto degli ultimi anni.
Come è nata la passione per il canto?
Non ricordo di preciso l’anno ma il punto di partenza è stato la partecipazione sin da piccola alla Processione della Desolata. Ho iniziato nelle fila degli “angioletti” fino a dodici anni circa, poi sono passata nel servizio d’ordine sempre ascoltando con attenzione lo struggente “Inno della Desolata” che mi è entrato in testa e non riuscivo a pensare ad altro. Ripetevo le parole mentalmente fino a memorizzarle, allora decisi di inoltrare la richiesta d’ingresso che fu accettata e dal 1993 ininterrottamente partecipo attivamente al coro fino a diventare capogruppo, sostituendo Rosanna Lomuscio che per motivi familiari lasciò il gruppo. Nel coro, organizzato in tre gruppi per gli appelli, siamo in tre “capogruppo”, io e altre due carissime amiche, davvero due donne “carismatiche”: Maria Altomare Trisorio che canta da più di 40 anni e Rosa Colucci da trent’anni, meritevoli per dedizione e impegno.
Come si svolgono i preparativi che precedono la processione?
Ogni anno le prove del canto cominciano 20 giorni prima della processione con un’ora al giorno dal lunedì al venerdì e dalle ore 14,30 alle 15,30 nella chiesa S.S.Biagio e Francesco di Canosa di Puglia accompagnate dall’organista Ezio Masotina. Il canto viene ripetuto più volte fino all’ottimizzazione.
Una breve descrizione del maestro Mimmo Masotina che da oltre 40 anni dirige il coro :
E’ unico! Non è da tutti dirigere con maestria tante donne in tutti questi anni. Sempre armato di buona pazienza e laboriosità, il maestro è molto stimato e nel contempo molto temuto per la severità nelle prove, qualche rimprovero scappa ma quando non ci sono sbavature l’elogio arriva. Un maestro da esempio per molti giovani che intraprendono la direzione di un coro.
La novità di questa processione che conclude “la via dei dolori della Madre Desolata”:
La spilla distintiva delle coriste della Desolata, richiesta anche dai portatori del simulacro della Desolata, da indossare sulla maglia nera durante la processione. E’ stata istituita perché siamo devote alla Madre Desolata e poi vogliamo evitare l’ingresso di altre donne che non partecipano alle prove e vogliono inserirsi all’ultimo minuto nella mattina del sabato. E’ l’elemento che ci contraddistingue ma in primis è l’Inno della Desolata che ci tiene unite e legate.
Soddisfatta di come è andata la processione ?
Entusiasta per i commenti positivi che pervenivano dalla gente ai bordi delle strade percorse e per le emozioni provate, sempre mutevoli e travolgenti.
Una curiosità, il suo cantante e la canzone preferita:
Robbie Williams e la mitica “She’s one”, la canzone che fa sognare.
Il suo motto…
E’ una frase dell’indimenticabile Pavarotti “la partitura è una cosa, il canto è un’altra. Ciò che serve è avere la musica in testa e cantare con il corpo”.
Un grazie sentito per la chiacchierata, estensibile a tutte le altre coriste, al maestro Mimmo Masotina, alla banda “G.Pasculli” di Canosa di Puglia(BT) per quello che avete donato col canto sublime “Inno della Desolata” nelle ore emozionanti di partecipazione collettiva al sabato santo. Un plauso all’organizzazione. 
Bartolo Carbone

Maschito, scuola e territorio, valorizzati due arbereshe dell'Unità d'italia

Maschito. Scuola e territorio. Pasquale Scura e Luigi Giura, due arbereshe, protagonisti dell’Unità d’Italia.
Maschito.
Si è svolto presso la Scuola Secondaria di I grado di Maschito un incontro finalizzato a sensibilizzare  negli alunni l’interesse per due grandi personalità, Pasquale Scura e Luigi Giura, il primo insigne giurista originario di Vaccarizzo albanese in provincia di Cosenza, l’altro famoso ingegnere nativo di Maschito, comunità arberesh. Sono intervenuti l’architetto Attanasio Pizzi, studioso di Giura, e il prof. Francesco Perri, autore di una monografia dedicata al suo concittadino Scura e corredata di documenti di notevole interesse storico, che fanno luce sull’importanza che rivestì Scura nel primo Ottocento. Nacque, infatti, nel 1791 e a soli ventidue anni fu invitato  da Salvatore Marini, presidente della corte di Monteleone, a seguirlo come Cancelliere. Di notevole rilievo il protagonismo avuto nel Plebiscito di Napoli e Sicilia, che fu il più unitario e il più dinastico dei Plebisciti italiani poiché ebbe un’affermazione esplicita: “ Il popolo vuole l’Italia una ed indivisibile con Vittorio Emanuele re costituzionale e i suoi legittimi discendenti”. Inoltre, tra i ministri che Garibaldi volle al suo fianco, ci furono proprio Pasquale Scura del Dipartimento di Grazia e Giustizia  e  Luigi Giura per i Lavori pubblici.  Va ricordato, infatti, che Giura fu un professionista serio, di alto ingegno nel campo dell’ingegneria idraulica e della realizzazione di ponti e strade, ma fu anche tra i pionieri della storia ingegneristica ed architettonica dell’Europa. Basti pensare al famoso ponte sul Garigliano, vero capolavoro per le geniali tecniche con cui fu realizzato.  Soddisfatta la Preside Lilia Allamprese, dell’Istituto Comprensivo di Maschito che collabora attivamente con la Pro Loco di Maschito condividendo comuni obiettivi di recupero e valorizzazione della lingua e delle tradizioni arberesh. “Da alcuni anni, infatti,-riferisce la Preside Allamprese, originaria di Ginestra, altro centro arbereshe- la scuola promuove iniziative che puntano alla salvaguardia del patrimonio antropologico-culturale che la comunità albanofona possiede, ma che i giovani per lo più non conoscono. Quale migliore occasione, allora, per riflettere sul contributo che  intellettuali di origine arberesh come P.Scura, L. Giura, F. Crispi, per citarne solo alcuni, hanno dato al nostro Risorgimento? L a scuola offre ai ragazzi queste opportunità culturali per rafforzare in loro il senso dell’identità e dell’appartenenza, parte integrante della formazione etica e civile di ciascuno”.
Lorenzo Zolfo

Intervista A GIUSY DEL VENTO, poetessa e scrittrice di Canosa di Puglia

INTERVISTA A GIUSY DEL VENTO, POETA E SCRITTRICE DI CANOSA DI PUGLIA.
Tra le novità pasquali in libreria spicca il romanzo dal titolo “Filippo Canosa e la Principessa”, per Aletti Editore, scritto da Giusy Del Vento, natia di Canosa di Puglia(BT), appassionata di letteratura, storia e archeologia. Nella primavera culturale di Canosa di Puglia “Città d’Arte e di Cultura” fiorisce la bellezza di un sogno che diventa realtà: il primo romanzo di Giusy Del Vento dalle tinte di un giallo, ancora tutto da sciogliere, nel viaggio al sud per un giovane protagonista che per l’occasione scoprirà nuove realtà, nuovi valori e si troverà a dover fare scelte importanti. Nella sua permanenza a “Canaus, in latino Canusium, in greco Canusion”, Filippo approfondirà le sue amicizie, le sue conoscenze archeologiche ed eno-gastronomiche: “lampascioni in agrodolce con il pane caldo, l’olio e il pepe”, dalla significativa comparazione “il tartufo sta ad Alba, come il lampascione sta a Canosa e al nord della Puglia”. Le sue info-investigazioni curate nei dettagli, nei minimi particolari possono ben illustrare uno spot turistico promozionale per la nostra città, spesso bistrattata, danneggiata e saccheggiata negli anni. Il messaggio di Giusy Del Vento è coinvolgente e di sicuro appassionerà e arricchirà i lettori grazie alla sua scrittura snella ed efficace che esalta il suo grande amore per Canosa. Le sue poesie in vernacolo sono state premiate nel 2008 al “Memorial Vincenzo Carbone”, concorso nazionale di poesie, ottenendo il primo posto con la poesia “Cammenète”, successo bissato nel 2010 con le poesie “Penzire Lundène” e “La Zambène” nella sezione comica-satirica. La sua giovane e pulsante produzione letteraria, inoltre annovera alcune poesie pubblicate nella silloge Olimpo Lirico a cura di Tina Piccolo per Carello Editore. Per “Notizie Lucane”, Giusy Del Vento ha risposto con nonchalance alle domande di seguito riportate:
Chi è Giusy Del Vento?
Giusy prima di tutto è una donna, innamorata della sua famiglia e del suo paese. Ha un marito e due figli, ormai ragazzi che sono il suo successo migliore! Inoltre crede che ciò che si desidera fortemente , prima o poi lo si ottiene.
Come è nata la passione per la lettura, la scrittura, la poesia?
Non ricordo nel senso che, ho l’immagine di me che fin da bambina intorno al braciere d’inverno con le mie sorelle mi contendevo l’unico libro di favole, con poche immagini e storie lunghissime che ci facevano sognare, poi mi rivedo sulla soffitta a leggere e scoprire la mitologia greca da un libro usato, regalatoci da uno studente universitario vicino di casa. Alle medie ho poi scoperto la narrativa leggendo “ Il treno del sole ” di Renée Reggiani e me ne sono innamorata.
Il genere letterario e libri preferiti? Il libro da tenere sul comodino…
Il genere letterario è molto vario, al primo posto però metterei il romanzo storico, al secondo la grande narrativa italiana e poi le biografie, i classici e i gialli, quelli fatti bene, non trascurando le riviste ed i saggi di archeologia appunto. Non sopporto la fantascienza, i fantasy e gli horror. Sul comodino c’è di tutto ma periodicamente si alternano Manfredi, Camilleri, Reggiani, Agnello Hornby, Eco .
Descrivere con 3 aggettivi il romanzo “Filippo Canosa e la principessa ”, presentato sabato 16 aprile presso Palazzo Iliceto, sede della Pro Loco di Canosa di Puglia…
Unico senza presunzione, perché un racconto su Canosa romanzato come “Filippo Canosa e la Principessa” non è mai stato scritto e se c’è, chiedo scusa ma non l’ho mai letto. Fresco, infatti è appena uscito da un mese! No, a parte gli scherzi , l’apprezzamento che più ho gradito sul libro è che si legge con facilità ed è rivolto a tutti. E’ una storia giovane di giovani su un paese che ha quasi tremila anni di storia e sembra nato l’altro ieri. Avvincente, questo lo prendo a prestito da tutti quelli che hanno letto il libro e mi hanno riferito la stessa sensazione.
Un giovane che vorrebbe pubblicare un libro, non avendo grosse disponibilità finanziarie, cosa deve fare? Quali sono le difficoltà che si incontrano?
Ahiahiai ! Questa è tosta, non è facile purtroppo, io mi sono rivolta a tutti gli organi convenzionali dell’editoria e della letteratura, senza risultati per anni. Per i primi due libri, ho dovuto fare da me con tanta determinazione e risparmi minuziosi, ringrazio la mia famiglia per questo. Per il terzo, il racconto in questione, ho partecipato ad un concorso nazionale di una piccola casa editrice e l’ho superato, ottenendo così la stampa con un piccolo impegno finanziario da parte mia. Chi l’avrebbe mai detto? Il mio percorso è durato dieci anni senza mai arrendermi, quindi ragazzi se ci credete voi, ci crederanno anche gli altri.
Giusy del Vento e il dialetto, le poesie in vernacolo, i suoi poeti preferiti … Come nasce l’ispirazione…
Il dialetto, lo amo anche se non lo parlo spesso. E’ un humus dove si può riconoscere: la storia nelle parole che lo compongono portate dalle varie dominazioni sul nostro territorio, ad incominciare dai greci , bizantini, arabi, normanni, spagnoli, francesi e chissà quanti altri ancora. Senza dimenticare la saggezza millenaria contadina che ha creato delle parole uniche ed intraducibili, infatti se proviamo a riportarle all’italiano perdono parte del loro significato e soprattutto tutta la loro musicalità. Ho scritto poesie in vernacolo, che hanno anche ottenuto primi premi in concorsi nazionali, ma soprattutto ne leggo in ogni dialetto, anche del nord e mi piace tradurle da me, prima di leggere la trasposizione in italiano dell’autore. Poeti preferiti tanti, quelli che hanno scritto e scrivono nel dialetto quasi tutti. Ognuno è un mondo a se, lo scorso anno ho scoperto Ghiannis Ritsos , un poeta greco e mi sono innamorata delle sue poesie . L’ispirazione . . . bé è inspiegabile, almeno per me. Non puoi decidere ora scrivo. E’ lei che si presenta sempre senza bussare e spesso mi è capitato di dovermi alzare nel cuore della notte per cercare con frenesia penna e un qualsiasi tipo di supporto buono per fermare le parole ed i pensieri.
La Puglia negli ultimi anni è diventata un set cinematografico, il suo romanzo potrebbe essere la trama di un film, magari un cortometraggio ambientato a Canosa di Puglia, terra di contadini, “tombaroli” e investigatori…
Questo è l’augurio più bello che io voglio accogliere non solo per il mio racconto, ma soprattutto per il mio paese. Che cosa gli manca? Nulla, la storia c’è tutta! Mistero, trama, commedia, sentimento e Canosa sarebbe una location fantastica non ci sarà bisogno delle scene di Cinecittà, abbiamo tutto qui e tutto vero! Quindi lancio un appello a Sergio Rubini per la regia ed a Lino Banfi per il ruolo di zio Nicola, sarebbe stupendo. Sulla Baronessa di Carini ci hanno fatto una serie televisiva anzi due, perché non girarne una sulla “Principessa Opaka” di Canosa ? Sergio, Lino, la storia è vostra a patto che si giri qui.
Archeologia, enogastronomia, percorsi tra le campagne canosine minuziosamente descritti, sono brand di qualità, non di poco conto per presentare la nostra città nell’ampio panorama turistico che l’Italia offre? Si deve continuare su questa strada intrapresa da molti nostri concittadini attraverso recensioni e pubblicazioni di vario genere?
Si ma non solo, oltre a recensioni e pubblicazioni che davvero non ci mancano, ci vorrebbe qualcosa di tangibile e concreto. Racconto un aneddoto, in terza elementare io ed i miei compagni scrivemmo con emozione, in un compito di italiano che Canosa avrebbe avuto a breve un museo Nazionale, si potrebbe incominciare da li. L’anno era il 1976, lascio ai lettori fare un po’ di conti .
Soddisfatta di ciò che ha realizzato ? Progetti per il futuro da scrittrice? Se si, anticipazioni..
Abbastanza soddisfatta, ma c’è tanta strada da percorrere ancora. Progetti? Un altro libro, ho già la bozza della storia in mente, ripercorrerà per certi versi le orme del primo, ma in maniera diversa e poi un romanzo familiare ma ancora lontano nel tempo, perché avrò bisogno di un lavoro di ricerca immane . Vedremo.
I suoi hobby…
Non vorrei annoiare, ma colleziono, monete banconote e francobolli, mi piace la pittura, visitare i musei, il cinema, la lettura, i viaggi e . . . un po’ troppi vero?D’accordo basta così.
Facendo prevenzione, informando i giovani dei pericoli sull’abuso di alcol e quant’altro di stupefacente prima di mettersi alla guida, dopo aver trascorso delle ore in birreria, in discoteca, può dare un consiglio.
Ragazzi, senza falsi moralismi e prediche divertirsi con gli amici è una gioia, un godimento, ma lo sballo vero è poterlo fare fino a 90 anni e più . . .La mia droga preferita è la vita, non te la vende nessuno, è tua gratis ! Vedi di non venderla mai a nessuno!
Il suo motto…
E’ un passo biblico, l’ho inserito anche nel racconto: L’amore è più forte della morte . . .
Ringraziamenti particolari…
Antonello, Ornella e Mattia, mio padre Antonio che mi ha passato l’amore per i libri e per l’onestà e mia madre Maria che mi ha dato la vita e l’amore, che ognuno di noi si merita.
Auguri per il suo futuro e per le festività pasquali . 
Bartolo Carbone

olimpia melfi - fine attività stagione agonistica

Olimpia Volley Melfi fuori dai play-off a testa alta.

Finisce contro il “muro” Corporelle Potenza l’avventura play-off dell’Olimpia Volley Melfi; sabato scorso in casa le ragazze di mister Vincenzo Pontolillo si sono viste superare da quelle di mister Claps con il punteggio di 3 a 1. È stata una bella gara quella tra quarta e la prima forza del campionato di serie C, dove ad aver avuto la meglio è stato il team che ha dominato la sessione regolare del torneo, anche se contro le melfitane non hanno trovato certo la strada spianata. Primo set per le ospiti, con il Melfi capace di racimolare 19 punti e di vincere il secondo lasciando le potentine a 20. Gli altri set di questa bella gara, a favore della Corporelle, hanno visto Vitucci e socie finire con 18 e 17 punti.
Il 3 a 1 della semifinale di ritorno, combinato con il 3 a 0 della gara d’andata, sempre a favore delle potentina, porta in finale la Corporelle e manda a riposo le melfitane, che danno l’arrivederci al volley giocato, al prossimo autunno.
Accantonata senza troppi rammarichi questa eliminazione, per il giovane gruppo melfitano, la stagione appena conclusasi può definirsi sicuramente positiva, ma anche buona base di partenza per la prossima, dove si cercherà di alzare un tantino l’asticella delle ambizioni.
Quest’anno l’obiettivo era arrivare ai play-off, traguardo centrato senza particolare affanni, pertanto per la prossima stagione si cercherà di fare meglio, e come già detto in passato le premesse son più che positive visto l’allargarsi della società e la crescita atletica e tecnica di tante giovanissime che hanno esordito in questa stagione.
La soddisfazione per questa entusiasmante stagione la si legge tutta nelle parole della presidente Rita Gambardella e del dirigente Roberto Giallella, che a nome di tutta la società hanno voluto ringraziare tutti gli sponsor, in particolar modo i due principali “Delta Zero” e “I4B”; un ringraziamento speciale ovviamente è andato a tutti i dirigenti ed i collaboratori, ai tecnici Vincenzo Pontolillo e Mario Gambardella, ma soprattutto alle atlete che hanno dato il meglio di loro stesse in questa stagione, quasi tutti locali e giovanissime, a partire dal capitano Aurora Vitucci, proseguendo con le più esperte Vicki Radkova, Lucia Procaccio e Tonia Pietragalla, a cui si aggiungono le ragazze più giovani: Irene Rosa, Fabiana Caruso, Rita Barbetta, Francesca Grasso, Milena Ciociola, Stefania Caruso, Pia Santangelo, Arianna Di Franco e Mariangela Ciociola.

Cancellara: festeggiamenti della ultracentenaria zia Lella

CANCELLARA: FESTEGGIAMENTI A SORPRESA PER I 101 ANNI DI ZIA LELLA
Cancellara brinda ad un nuovo compleanno ultracentenario"

C’è chi non si accontenta di raggiungere la soglia dei 100 anni e la supera con disinvoltura e temerarietà!
Questa volta è toccato alla sig.ra Libutti Maria Angela Raffaela, meglio conosciuta come “zia Lella”, che giovedì, 21 aprile, ha compiuto 101 anni.
Nell’uovo di Pasqua, quest’anno zia Lella ha trovato una sorpresa veramente inaspettata: non solo i familiari, nipoti e pronipoti, ma anche il parroco Don Giuseppe Calabrese, il primo cittadino Antonio LO RE, nonché una delegazione dell’amministrazione comunale e l’intero vicinato, hanno voluto porgerle gli auguri, promettendo di ritornare per altri anni ancora.
L’ultracentenaria interrompendo, almeno per un pomeriggio, il suo lavoro all’uncinetto e ai ferri, dopo aver superato la ritrosia iniziale, da vera padrona di casa, ha avuto un sorriso per tutti gli ospiti, dimostrando di gradire i complimenti e le coccole che i nipotini più piccoli le hanno tributato.
Pur non avendo generato prole, è stata la mamma di tutti i nipoti e pronipoti, sempre pronta a sacrificarsi, prodigarsi ed intervenire in ogni evenienza, con quell’ eloquente silenzio che racchiude la gioia del dare.
E, sempre in silenzio e instancabile, continua a confezionare, con le sue mani di fata, lavori a maglia e all’uncinetto per i bambini del terzo mondo.
Come ricambiare la sua straordinaria generosità? A zia Lella bastano solamente un po’ di affetto e una carezza per farle brillare gli occhi!

Migliaia di persone a vedere la via crucis più antica della Basilicata.

BARILE. 22 APRILE 2011. LA RAPPRESENTAZIONE DELLA PASSIONE DI CRISTO PIU' ANTICA DELLA BASILICATA, FAVORITO DL BEL TEMPO, HA ATTIRATO MIGLIAIA DI PERSONE, ALCUNI PROVENIENTI ANCHE DAL NORD ITALIA.. IL CIRENEO RAPPRESENTATO DA UN IMMIGRATO, HA RAPPRESENTATO L'INTEGRAZIONE.
Il bel tempo ha favo rito la buona riuscita della Via Crucis di Barile, la più antica della Basilicata e probabilmente del Sud Italia. Da crica 400 anni si svolge questa processione con personaggi viventi lungo un percorso di 5 km alla presenza di migliaia di persone, alcune provenienti da ogni parte d'Italia. La "Processione dei Misteri" di Barile, l'anno prossimo compie 400 anni e fa parte dell'Associazione "Europassion" ed è membro fondatore dell'Associazione "Europassione per l'Italia" ed il prossimo 11 settembre parteciperà alla Via Crucis della Confrenza Episcopale Italiana di Ancona. Quest'anno la Via Crucis di Barile, alla partenza dei figuranti, ha subito dei disguidi a causa dei lavori infiniti di ristrutturazione che la chiesa madre sta subendo. Nonostante tutto, la buona riuscita è stata garantita grazie al Comitato della Sacra Rappresentazione di Barile, presieduta dalla dinamica Angioletta D'Andrea. Luciano De Rosa, componente di questo comitato, ha riferito su alcune novità apportate quest'anno: " si sono riproposti giovani di allora, ora genitori e nonni, in considerazione del fatto che il Comitato ha permesso anche ai coniugati di far parte, da tre anni, del corteo dei figuranti, fermo restante che il celibato ed il nubilato sono una caratteristica della Via Crucis. A rappresentare il Cireneo è stato un immigrato, Mario Bagayoto, da 8 anni residente a Barile, figlio di madre russa e padre africano, è di religione ortodossa, rappresenta la perfetta integrazione, che ben si addice anche in queste manifestazioni. A rappresentare Pilato Nicola Gagliardi proveniente da Milano: "dopo 32 anni, allora avevo solo 18 anni, con la stessa fermezza e fede religiosa, ho impersonato, da nonno, lo stesso personaggio". Si è notata la presenza di tanti forestieri, da Roma Gennaro Festino, originario di Palazzo S.G e la moglie Rosalba Cesario per la prima volta giunti a Barile: " da sempre abbiamo sentito parlare di questa suggestiva processione, sembra di essere ritornati nel tempo, l'ambientazione è perfettamente coreografico ed i personaggi adatti alla circostanza". Da Matera  Annamaria,Liliana e Mario, quest'ultimo fa l'attore, hanno aggiunto: "bellissimo evento,disturbato dal chiasso del pubblico, poco educato, che riflette la società in cui viviamo".Si è notata la presenza anche di alcuni giornalisti, uno di questi proveniente da Milano, ha raggiunto Barile, ospitato dal presidente della pro-Loco Bracuto, grazie all'APT di Basilicata.
Lorenzo Zolfo

Solidarietà dalla pro-loco, vendute 38 confezioni di Ortensie per Telefono Azzurro.

GINESTRA. 17 APRILE 2011.GIORNATA NAZIONALE SULLA TUTELA DELL’INFANZIA. UN SUCCESSO LA VENDITA DELLE ORTENSIE PROMOSSA DALLA PRO LOCO. I PROVENTI SERVIRANNO A SOSTENERE TELEFONO AZZURRO.
Ginestra..
In occasione della giornata nazionale sulla tutela dei diritti dell'infanzia, promossa da Telefono Azzurro, anche la Pro-Loco di Ginestra ha voluto sostenere, con la vendita delle ortensie in piazza,  sostenere la campagna di solidarietà  che intende porre fine alle violenze sui bambini!
L'obiettivo della campagna è fermare la violenza sui bambini, lottare contro il silenzio e dare voce ai più piccoli attraverso un'intensa attività di sensibilizzazione e informazione, per far conoscere i servizi di ascolto e aiuto che Telefono Azzurro dedica ai ragazzi. Contro l'abuso, la violenza fisica, sessuale e psicologica, ogni ortensia distribuita nelle piazze italiane contribuisce a sostenere la linea d'ascolto gratuita 1.96.96 dedicata a bambini e adolescenti. Un gazebo è stato allestito in piazza dell’Autonomia e nel giro di pochi minuti sono state vendute ben 38 confezioni di Ortensie. Soddisfatti i componenti di questa associazione, dal presidente Massimo Summa ai collaboratori, Lucia Milito e Antonella Pepe.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae un momento della vendita per la solidarietà.

Il Liceo Classico di Venosa in visita nella Capua Antica.

SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE). 20 APRILE 2011. VISITA DIDATTICA ALLA” CAPUA ANTICA” PER GLI STUDENTI DEL LICEO CLASSICO “QUINTO ORAZIO FLACCO” DI VENOSA.
Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Interessante visita guidata (anche se ai più è sembrata pesante) di 74 alunni del Liceo Classico "Quinto Orazio Flacco" delle classi IV e V Ginnasio nella "Capua Antica". "La Capua dell'antichità, Altera Roma (l'altra Roma) così la chiamò Cicerone nel I secolo a.C. Era la più grande città d'Italia nel IV secolo a.C. Sono stati visitati, con le guide turistiche , Fabiola e Marianna (bravissime nell’esporre quanto visto )dell’agenzia Siti Reali di Napoli, tesori di grandissimo valore storico ed archeologico, dal Museo Archeologico (che conserva un Satiro in riposo di Prassitele) L'importanza del museo è legata, oltre che alla quantità e qualità dei materiali esposti( oggetti di ornamento personale come fibule,anelli, orecchini ed armi, materiali etruschi come il bucchero (recipiente metallico), corredi tombali e terrecotte architettoniche e votive) ai criteri che ne hanno indirizzato l'allestimento: ordine cronologico nella presentazione degli oggetti, conservazione del contesto di scavo, ampia spiegazione dell'ambito storico in cui tali materiali sono stati prodotti, completa didascalizzazione di tutto quanto esposto. Non poteva mancare la visita all'Anfiteatro Campano (come grandezza 2° al mondo, dopo il Colosseo di Roma), una sontuosa costruzione i cui elementi sono stati reputati anteriori a quelli del Colosseo di Roma. L'Anfiteatro Campano si presenta come un'imponente costruzione, eretta su di una platea di blocchi calcarei posta su due fasce concentriche. All'epoca, secondo stime autorevoli, la "cavea" era in grado di accogliere più di 40.000 spettatori, distinta in tre ordini "sociali" la cui assegnazione avveniva secondo le regole di una legge augustea: il popolino in alto, le persone più distinte al centro, tribuni, senatori, sacerdoti, magistrati e cavalieri in basso. La visita si è conclusa al sito Mitreo, culto del Mitraismo, scoperto nel 1922, ben conservato. Su una parete è stato possibile vedere un affresco, risalente al II secolo d.C., raffigurante il dio Mitro che uccide un toro bianco. Anche a Capua, per effetto dei traffici commerciali con l'oriente, iniziarono a svilupparsi nuovi culti e le divinità che si diffusero con certezza furono prima quelle di Cibele e di Serapide, in seguito quelle di Iside e di Mitra; di quest'ultimo, ancora prima che venisse scoperta la "cripta di Capua" nel 1922, si attestava, da una epigrafe trovata da Mommsen, la sua presenza nella città campana. Mitra, dio persiano della luce, incarnava tutte le virtù che un soldato romano potesse possedere: era un guerriero invinto, un cacciatore astuto e un abilissimo cavaliere ma, soprattutto, seguiva un severo codice di autodisciplina e d'onore. I misteri orientali, possedevano la capacità di suscitare nelle anime ammirazione e terrore, pietà ed entusiasmo e, dando l'illusione di una profondità dotta e di certezza assoluta, rassicuravano le coscienze. Queste conversioni verso nuove religioni, si manifestarono così velocemente che nemmeno le riforme di Augusto riuscirono a frenarle. Giovanni Lipardi di IV A di questa uscita didattica, ha riferito: “ sarebbe stato meglio scegliere Roma come meta, anche se Capua non mi è dispiaciuta. il grande problema di questo "viaggio d'istruzione interculturale" è sicuramente il viaggio durato…un’eternità! Poi anche il solleone, sotto il quale siamo stati costretti a camminare, ha fatto la sua parte. Le tre mete scelte, escluso l'anfiteatro, mi hanno lasciato a dir poco amareggiato. Il museo, il quale sembrava più un negozio di ceramiche, era ben organizzato, conteneva sicuramente dei reperti archeologici molto importanti, ci ha illustrato, bene o male, un po' della storia del luogo”.
Lorenzo Zolfo. Le foto riprendono un momento di questa visita didattica.

Una Via Crucis sentita dalla cittadinanza e che serve a valorizzare il proprio territorio

ATELLA.21 APRILE 2011. UNA VIA CRUCIS GIOVANE, DA 45 ANNI CHE SI RIPETE IL GIOVEDI’ SANTO LA PASSIONE DI CRISTO. IL CIRENEO VIENE SCELTO DURANTE LA PROCESSIONE.
Atella.
Il bel tempo ha favo rito la buona riuscita della Via Crucis di Atella, giunta alla 45^ edizione. Tanta gente, alcuni provenienti anche dai centri limitrofi, ha riempito i caratteristici vicoli del centro storico atellano per vedere gli oltre cento figuranti rappresentare il dramma del Golgota. Organizzata dalla pro-loco la via crucis ha scandito le varie fasi, che precedevano la crocifissione di Gesù, avvenuta nel viale del Cimitero. Il giudizio di Pilato è avvenuto nella villa comunale, è seguito l’incontro con la Samaritana, la 1^ caduta e l’incontro di Gesù con la madre, l’incontro con Veronica, la 2^ caduta e l’incontro con le tre Marie, la 3^ caduta e la crocifissione. Il percorso ormai definito da anni coinvolge non solo i personaggi, ma anche la cittadinanza e chiunque altro scopre un particolare esempio di storia e tradizione. Il vice presidente della pro-loco, Mario Coviello, seguiva, insieme agli altri componenti dell’associazione, passo dopo passo i movimenti dei personaggi, affinchè la manifestazione riuscisse. Avvicinato ha riferito: “la nostra via crucis, pur essendo abbastanza giovane, è fortemente sentita da tutta la comunità. Ogni anno, per rendere diversa la rappresentazione, aggiungiamo sempre qualcosa, quest’anno abbiamo avuto più presenze di soldati. L’abbigliamento è il 70% della pro-loco ed il restante 30% lo noleggiamo dalla sartoria Sciancrilla di Foggia. Un particolare della nostra via crucis è il Cireneo che viene scelto a processione già avvenuta tra la moltitudine di persone che segue la via crucis. Non indossa abiti storici ed è per questo una figura che rappresenta un significato profondo: la considerazione che la croce è una costante nell’esistenza di tutti”. Si è notata la presenza di una signora che dava consigli ai figuranti. Era Rosetta Valluzzi che nella prima via crucis di Atella del 1963 impersonava la Veronica. E’ un tutto fare dell’associazione. Ha detto: “la 1^ via crucis di Atella si è fatta con solo quattro personaggi, la Madonna, Il Cristo con due soldati , la Maddalena e la Veronica. Si trova difficoltà a reperire i personaggi, soprattutto quelli che impersonano le figure maschili”. Tra i presenti a questa rappresentazione c’era anche un giornalista di Roma, Emilio Dati che scrive per una rivista nazionale Plein Air. Dieci anni fa era di nuovo ad Atella, ma la via crucis non si è fatta perché c’è stato un nubifragio. Di questa manifestazione ha aggiunto: “ vale la pena documentarla perché rappresenta un volano di sviluppo e di promozione del proprio territorio”. Quest’anno la pro-loco ha realizzato delle cartoline, donate gratuitamente alla comunità, che riproducono le sacre rappresentazioni del passato.
Lorenzo Zolfo

Riti e tradizioni della Settimana Santa a Canosa di Puglia(BT)

I riti e le tradizioni della Settimana Santa a Canosa
La Settimana Santa è davvero unica e interessante per la storica tradizione che unisce più generazioni che si sono dedicate e continuano a partecipare con dedizione e profonda fede alle processioni itineranti per le strade di Canosa di Puglia (BT). Si inizia dal Venerdì di Passione con la devozione alla Madonna Addolorata coperta da un lungo velo nero, particolarmente suggestiva e sentita l’uscita della statua dalla Chiesa della Passione seguita da migliaia di donne vestite di nero che cantano e recitano il Miserere. Si prosegue nel Venerdì Santo con la Processione dei Misteri che parte dalla Chiesa Beata Vergine del Carmelo. Lungo il percorso urbano vengono portate a spalla, da un centinaio di devoti, antiche statue lignee che rievocano le varie scene della Passione di Cristo : Gesù nell’Orto degli Ulivi, Gesù flagellato alla Colonna, Gesù incoronato di spine, Gesù porta la Croce, la Veronica, Gesù Crocifisso (il Calvario), Cristo Morto, l’Addolorata e la Sacra Reliquia del Legno Santo. Nella mattinata del Sabato Santo l’attesissima Processione della Desolata che chiude i riti della settimana santa. Dalla Chiesa dei SS. Biagio e Francesco escono i bambini vestiti da angioletti che portano a mano i segni della Passione di Cristo, dalle corone di spine alle funi e agli scudisci, a tutti i quadri raffiguranti le stazioni della Via Crucis che precedono il simulacro della Desolata che fu danneggiata nel 1943 in seguito al bombardamento e completamente rifatta nel 1953. La particolarità che contraddistingue questa processione è la presenza di un coro composto da 250 donne dirette dal 1966, unitamente alla banda musicale, dal maestro Cosimo Masotina (83 anni) che intonano uno struggente inno, dal titolo “Stabat Mater”, dedicato al dolore della Madonna per la morte del figlio. Il testo originale in latino appartiene a Iacopone da Todi, tradotto successivamente da Evasio Leone, un poeta carmelitano di Casale Monferrato(AL) mentre le musiche sono del maestro Domenico Iannuzzi(1862-1929), primo clarinettista della “Banda Conte di Torino”. Questo commovente inno cantato dalle ragazze che non esibiscono il loro volto rappresenta alla perfezione il pianto della Madre del Cristo crocifisso, umano nello strazio per la perdita del figlio ma nel contempo divino nella consapevolezza della valenza redentiva della sua morte. Tra religione e cultura, i riti della Settimana Santa a Canosa di Puglia(BT) testimoniano tradizioni e forme di culto, ancora intatte nella loro fisionomia, che affondano le radici in epoche molto antiche coinvolgendo la folla di fedeli spesso commossi al passaggio dei sacri cortei. Il legame affettivo dei canosini ai riti della Settimana Santa è grande e forte, l’emozione e la commozione sono tangibili nei volti di quanti assistono al passaggio delle processioni suggestive e cariche di significato che celebrano la Passione di Cristo e ricordano che la Passione cristiana prepara con i Misteri dei suoi riti sacri alla resurrezione e alla gioia.
Bartolo Carbone