Iniziati lavori di restauro a Ripacandida

chiesa Santa Maria del Carmine
Ripacandida.
Con viva soddisfazione gli Amministratori ed alcune associazioni culturali del centro vulturino hanno appreso la notizia che la Soprintendenza ai Beni Artistici ed Architettonici della Basilicata sta intervenendo da alcuni giorni presso la Chiesa del Carmine del 1700, per lavori di restauro di alcin affreschi e di consolidamento.
La Chiesa di Santa Maria del Carmine è la più piccola del paese. Fu interamente disfatta dal terremoto del 1694, in seguito venne riedificata ad opera della famiglia Baffari, dal rev.do Don Giovanni Battista Baffari, Arciprete di quel tempo e il Dott. Donato Antonio Baffari.


L’interno della chiesa è ad una navata e mostra un singolare apparato decorativo. Sulla volta sono sviluppate scene della Risurrezione e figure dei dodici Apostoli e di Santi. Sull’arco trasversale della zona presbiteriale sono evidenziati affreschi raffiguranti la Madonna del Carmine e figure di Santi. Sulla parete frontale spicca la Trinità tra san Giovanni Battista e S. Antonio di Padova. Sull’altare maggiore, in marmo policromo, si nota le sentesca scultura della Madonna del Carmine. Sopra l’altare portatile della Chiesa vi è una icona intagliata di legno indorata, nel mezzo del quale vi è l’immagine della Vergine SS. del Carmine, di rilievo fiorata, col bambino in braccio, sostenuta da due Angeli. Nel marzo del 2005 questi due angioletti sono starti rubati e non ritrovati più. Di particolare interesse sono l’affresco di San Donato Vescovo e San Donatello di Ripacandida. Fino agli anni immediatamente seguenti la seconda guerra mondiale, essendo posizionata all’ingresso del vecchio cimitero, questa chiesetta è stata utilizzata per officiare l’ultima liturgia ai defunti.

E, così, Ripacandida, può considerarsi a pieno titolo, un paese d’arte e cultura, con tante carte da giocare per mettere in scena il suo domani.
L’impresa di restauro, Domenico Saracino di Potenza, autorizzata dalla Soprintendenza diretta dalla dott.ssa Maria Arancione, ha già iniziato i lavori di recupero degli affreschi, specie sulla volta interamente dipinta. In alcune zone sono evidenti distacchi di intonaco a causa di infiltrazioni di umidità con cadute di colore e di pellicola pittorica. Si notano lesioni in corrispondenza della facciata della chiesa. “La tecnica usata dall’autore di questi affreschi murali è a mezzo “fresco” tecnica in uso nel 1700, periodo in cui risalgono i dipinti. Nel 1942, a detta dell’impresa, c’è stato un intervento di ridipintura degli affreschi, questo lo si desume dalla data e firma posta sull’arco centrale della chiesa”. I lavori sono iniziati lo scorso mese di maggio e dureranno fino a fine anno.
E, così, Ripacandida, può considerarsi a pieno titolo, una volta termintati i lavori di restauro di questa chiesetta, insieme al santuario di San Donato, un paese di arte e cultura, con tante carte da giocare per mettere in scena il suo domani.
Lorenzo Zolfo

N.B. la foto ritrae alcuni affreschi sulla volta della chiesa Santa Maria del Carmine interessata dai lavori di recupero dalla soprintendenza regionale.